Coronavirus, l'infermiera crollata a fine turno: "State a casa"

Le parole dell'infermiera Elena Pagliarini, in prima linea contro il coronavirus all'ospedale di Cremona: "Restate a casa"

La mascherina ben salda al volto, il camice ancora annodato sulla schiena e la testa china sulla tastiera del computer. È l'istantanea che immortala Elena Pagliarini, infermiera dell'ospedale di Cremona, dopo una estenuante notte di lavoro al pronto soccorso.

"È stato un momento di sconforto, il turno stava per finire e io mi sentivo impotente. - ha spiegato l'infermiera ai microfoni del Corriere della Sera - Prima di addormentarmi avevo pianto a dirotto, poi sono crollata. Non pensavo che la fotografia suscitasse tanto interesse". In poche ore, la foto è rimbalzata da un social all'altro raccogliendo parole di encomio dagli utenti della rete. "Da un lato mi ha molto imbarazzato trovarmi sui giornali, - continua - ho provato vergogna nel mostrare il mio lato più fragile. Dall'altro sono contenta: ora sul cellulare arrivano messaggi bellissimi da parte di persone che si sono immedesimata nella mia storia".

Elena, una dei tantissimi operatori sanitari impegnati nella lotta al coronavirus, non ha alcuna intenzione di battere la fiacca nonostante l'emergenza sanitaria stia mettendo a dura prova la tenacia che la contraddistingue. "Ho molta passione per il mio lavoro, - continua l'infermiera - lo faccio senza voler essere ringraziata. In realtà non mi sento stanca fisicamente, potrei lavorare anche ventiquattro ore di fila se necessario. Non nascondo che in questo momento sono in ansia perché sto combattendo contro un nemico che non conosco. Non vedo l'ora che tutto finisca".

A scattare la foto, alle ore 6 del mattino, è stata Francesca Mangiatordi, medico del pronto soccorso di Cremona. "Vedere Elena stremata, dormire su un cuscino di fortuna e sulla tastiera del computer, dopo molte ore in turno, mi ha suscitato profonda tenerezza. - ci racconta - Con quella foto, ho voluto raccontare la nostra umanità: siamo uomini e donne, e nonostante i ritmi serrati questi giorni, troviamo sempre il giusto spirito e l'energia per continuare".

"Restate a casa", è l'appello accorato in cui si sono spesi decine di rianimatori dopo la diramazione del decreto coronavirus. "Vorrei che questa foto diventasse un invito ad aiutarci: state a casa, rispettate le regole, perché questo è l'unico modo per starci vicino - afferma Mangiatordi - è il lato emotivo che segna di più: le scene che vediamo sono quelle che ci portiamo a casa la sera". Un nuovo giorno sta per arrivare, Elena e Francesca sono pronte a ricominciare.

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Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 10/03/2020 - 19:28

Ma quale vergogna? Non si deve vergognare di niente. Chi si deve vergognare sono quelle migliaia di sconsiderati incoscienti che,fregandosene di tutto e di tutti,come se il coronavirus non li riguardasse proprio,hanno assaltato treni e località di villeggiatura per fini goliardici. Anche per questo il mondo ci riderà dietro.

Mauritzss

Mar, 10/03/2020 - 21:10

Un infinito grazie a tutti voi.....per il servizio e per l'esempio.