Coronavirus in Lombardia, contagi in calo. Ma ora preoccupa Milano

Nella regione più colpita, l'epidemia continua a crescere ma si registra un rallentamento. Gallera: "Da qui ai prossimi mesi dobbiamo immaginare un modo di vivere diverso"

Cala il numero dei nuovi contagi, così come quello delle vittime. Ma il coronavirus in Lombardia non si ferma. A rivelare gli ultimi dati sulla diffusione del virus cinese nella Regione, è l'assessore al Welfare Giulio Gallera nel corso dell'aggiornamento quotidiano su Facebook. "Ad oggi, in Lombardia, le persone positive sono 41.007 (+1.592, in calo rispetto ai 2.117 di ieri) - ha spiegato -. Gli ospedalizzati sono 11.613, 416 in più rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono arrivati a 1.328 (+9). I dimessi continuano ad aumentare e salgono a quota 9.255 (+303)".

Resta alto, anche se sta calando, il numero delle vittime. "Sono 416 i decessi di oggi (ieri la crescita era stata di 542) - ha continuato Gallera - e così arriviamo a un totale di 6.360. Il dato dei deceduti è l'ultimo che diminuirà. Quando avremo il dato dei deceduti che inizia a ridursi saremo realmente su una china positiva, ma ogni giorno è una pugnalata".

Per quanto riguarda le province, a Bergamo i casi di coronavirus sono arrivati a quota 8.527 (178, mentre ieri erano stati +289). Nella provincia di Brescia, invece si sono accertati 335 nuovi casi e il totale è arrivato a 8.013. Nel lodigiano, dove fu decisa la "zona rossa", si segna invece il minor aumento giornaliero di casi in tutta la regione con 28 casi. Preoccupano però i numeri di Milano. In provincia, il totale dei casi positivi è di 8.329, "546 più di ieri, quando questo dato era di 314", ha sottolineato l'assessore. A Milano città, invece, i casi totali hanno raggiunto i 3.406 casi, con una crescita in 24 ore di 247 pazienti (ieri erano +150).

"Non dobbiamo mai pensare che si questa situazione si risolva in poche ore con una flessione della linea dei grafici in modo significativo - ha continuato l'assessore -. Da qui ai prossimi mesi dobbiamo immaginare un modo di vivere diverso. Dovremo andare sempre in giro con le mascherine e probabilmente, come accade in Cina, anche scaglionare la nostra vita sociale. La curva dei contagi non scenderà tutta insieme". In conferenza con Gallera anche il direttore sanitario dell'Ats di Milano, Vittorio Demicheli, che ha invitato ad essere cauti. "L'uscita da questo momento di crisi sarà possibile, ma sarà sicuramente una questione lunga, di molte settimane". Secondo Demicheli, per ancora sette o dieci giorni "continueranno ad arrivare persone al pronto soccorso e per quattro o cinque continueranno ad esserci decessi. Sicuramente ci vorranno ancora molte settimane" e per questo bisognerà "avere pazienza".

"Dovremmo essere molto vicini o forse aver raggiunto il picco", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervistato a Domenica In su Raiuno. "Oggi per il terzo giorno di fila i numeri sono rimasti costanti - ha spiegato -. Non c’è più quella crescita che ci ha accompagnato nelle ultime settimane, siamo rimasti sullo stesso livello di nuovi contagiati. Questo secondo gli epidemiologi e gli statistici, dovrebbe preludere ad una riduzione di contagi". Fontana è quindi speranzoso ma preferisce "non dirlo ad alta voce sennò rischiamo di far venire meno quell’impegno che tutti i lombardi stanno mettendo per evitare che il contagio continui a diffondersi".

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