Coronavirus

Coronavirus: il marchio adesso è registrato

A registrarlo è stato un ristoratore asiatico, amministratore unico della società con ben 60 ristoranti nel Nord Italia

 Coronavirus: il marchio adesso è registrato

In tempi di coronavirus gli imprenditori arrivano a pensare qualunque cosa pur di sopravvivere. In un momento in cui gli affari sono in crisi e la psicosi dilaga, c’è anche chi ha pensato bene di registrare il marchio coronavirus. Tra coloro che hanno deciso di reagire in questo bizzarro modo, c’è anche un gruppo italiano che racchiude in sé, manco a dirlo, numerosi ristoranti orientali. Ben 60 nel Nord Italia. Proprio questi sono i locali maggiormente danneggiati dall’epidemia in corso. Pochissimi i clienti che coraggiosamente varcano la porta per mangiare involtini primavera e tempura.

Il marchio coronavirus su diversi prodotti

Adnkronos ha rivelato che lo scorso 28 febbraio, GI Group Italia Srl ha registrato il marchio coronavirus per diversi prodotti. Come per esempio emoticon, suonerie, orologi, libri, calze, giochi, pupazzetti, calzature, e via dicendo. Fino ad arrivare agli alimentari: formaggi, marmellate, bastoncini di pesce, caffè, salse, enoteche. Tutto presente nel data base dell’Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo economico.

Il ricavato allo Spallanzani e al ministero della Salute

Come ha spiegato la stessa azienda, la GI Group è proprietaria “del marchio Sushiko e del marchio MANY, con circa 60 ristoranti nel Nord Italia. L' amministratore unico della società, il signor Cristian Lin, 36 anni, nato in Italia, desidera contribuire alla lotta contro il coronavirus”. Il signor Lin ha prima depositato il particolare marchio, e adesso lo vuole apporre su gadget, magliette e altro. L’idea è solidale e benefica, non a scopo di lucro. La bella notizia è infatti che il ricavato andrà in parte all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, e in parte al Ministero della Salute. E come spiega GI Group, tra gli obiettivi vi è anche quello di “riuscire a far sorridere in un momento così difficile per tutti, anche per la ristorazione”. Per quanto riguarda la realizzazione vera e propria dei disegni da apporre su t-shirt e gadget , è stata scelta una conosciuta agenzia pubblicitaria.

Quella di GI Group è stata un’idea nuova in l’Italia, ma non nel resto del mondo. Negli Stati Uniti infatti questa idea era già venuta a Ganiere, Harley Lawrence, che si occupa di vari prodotti, dalle magliette agli apparecchi musicali. E ancora il marchio depositato lo scorso 4 febbraio dalla Centennial Media Llc, che riguarda riviste nel campo della sopravvivenza, del settore medico e della protezione che si è inventata il “Coronavirus survival guide”, la guida appunto per sopravvivere al virus più noto del momento.

Commenti