Coronavirus, le previsioni choc sulla pandemia

La pandemia da coronavirus, in Italia, potrebbe lasciare sul campo tra i 59mila e i 265mila morti e una crisi economica con perdite molto preoccupanti per tutto l'Occidente. L'Italia rischia il -4,8% del Pil

La pandemia da coronavirus, in Italia, potrebbe lasciare sul campo tra i 59mila e i 265mila morti. È questa la previsione contenuta nel report dell’Australian National University, stilato da un team di ricercatori del Centre for Applied Macroeconomic Analysis della Crawford School of Public Policy.

Le previsioni sui decessi da coronavirus

La ricerca, come si legge su Formiche.net, mette in campo 7 scenari sugli effetti che una diffusione limitata del Covid-19 potrebbe avere sull’economia nel breve periodo. Il modello matematico usato analizza i Paesi del G20 e li confronta con quattro macro-regioni (il resto dei Paesi Oecd, resto dell’Asia, gli altri Paesi produttori di petrolio, resto del mondo) e sei settori economici: Energia, minerario, agricoltura, manifattura di lunga e breve durata, servizi.

Dei 7 scenari ben 3 sono da considerarsi superati perché si basano sul presupposto che l'epidemia restasse confinata in Cina, mentre l'ultimo prevede che la pandemia da coronavirus si ripresenti ogni anno per un tempo indefinito. Delle tre solo quella che prevede un tasso di mortalità in Cina di media gravità del 2,5%. Se le contromisure prese finora dai singoli Stati non dovessero funzionare l'Italia rischierebbe di avere 149mila morti, la Francia 147mila, la Germania 198mila, mentre il Regno Unito conterebbe 161mila vittime. Se, invece, in Cina i decessi dovessero ammontare a 6 milioni e 985mila, in Russia i morti sarebbero 465mila e negli Stati Uniti 589mila.

Il crollo del Pil italiano

La ricerca ipotizza, inoltre, che l'Italia possa subire una perdita del 4,8% di Pil, pari a 123 miliardi di dollari, mentre gli effetti sugli Stati Uniti e sulla Cina, ovviamente, sarebbero ancora più infausti: un trilione di dollari per Washington e 946 milioni per Pechino. L'Eurozona avrebbe una contrazione pari a 4,8 punti percentuali di Pil. Secondo gli studiosi "se una pandemia a breve termine sulla scia della febbre di Hong Kong si prevede possa ridurre il Pil globale di circa 2,4 triliardi di dollari, una più grave pandemia simile alla febbre spagnola può contrarre il Pil globale di 9 triliardi di dollari nel 2020”. Qualora, invece, il tasso di mortalità fosse del 2,3%, la contrazione amonterebbe tra i 2,33 e i 5,30 triliardi di dollari. Le soluzioni di tipo sanitario che, nel breve periodo, potrebbero essere messe in campo vanno dalla quarantena per le persone affette da Covid-19 a un maggiore rispetto delle norme igieniche.

Dal punto di vista economico si spiega che “le banche centrali e i Tesori devono assicurare che le economie colpite continuino a funzionare mentre la diffusione del virus continua”. I governi, dal canto loro, devono dare "risposte sul piano monetario, fiscale e sanitario”. Nel lungo periodo sarà necessario investire sulla sanità e una maggiore cooperazione globale "soprattutto nella sfera della salute pubblica e dello sviluppo economico, è essenziale”. Chiudere i confini del Paese quando “la malattia ha preso piede in tanti altri Paesi” significa semplicemente agire “troppo tardi”.

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