Allerta per il rimbalzo del virus: "Ecco che cosa può succedere"

Il consulente del governatore Zaia, Giorgio Palù, avverte: "Se si allentano le misure si può avere un rimbalzo. Rispettare distanziamento e isolamento sociale"

Sono Lombardia e Veneto le due regioni più colpite dal coronavirus. Il Covid è arrivato quasi nello stesso momento con i focolai di Codogno e Vo' Euganeo, ma l'andamento è stato ed è ancora molto diverso nelle due realtà. "La Lombardia ha toccato un tasso di letalità del 14% mentre il Veneto è sotto il 5%. Questi sono numeri, ma sono anche due realtà diverse da studiare sotto il profilo demografico, come assetto sociale urbanistico e dimensione iniziale del contagio", ha spiegato Giorgio Palù, virologo e consulente del governatore Luca Zaia. "Il Veneto ha ancora una cultura e una tradizione della Sanità pubblica, con presidi diffusi sul territorio. La Lombardia, molto meno", ha spiegato aggiundo che nella regione del presidente Fontana "hanno ricoverato tutti, esaurendo ben presto i posti letto. Il 60% dei casi confermati. In Veneto, i medici di base e i Servizi d'igiene delle Asl hanno fatto filtro: solo il 20%. Tenendo a casa i positivi asintomatici si è evitato l’affollamento degli ospedali e la diffusione del contagio".

Secondo gli ultimi dati, ora il ritmo dei contagi sta iniziando rallentando ma una fine sembra essere ancora lontana. "L'epidemia per spegnersi prevede che la popolazione debba rispettare rigorosamente alcuni punti essenziali - ha sottolineato Palù -: distanziamento e isolamento sociale. Se si allentano le misure si può avere un rimbalzo". Poi ha aggiunto: "Abbiamo previsto l'avvio di uno studio sulla prevalenza del virus mediante test sierologici attendibili. Una mappa che possa individuare anche dove esiste una immunità specifica. Vogliamo indicazioni sull'andamento del fenomeno e impedire contagi di ritorno, che potrebbero venire da casi sporadici provenienti da altri territori".

Mentre i tamponi "misurano una incidenza momentanea, la presenza del virus in quel soggetto in quel distretto corporeo, il test sierologico, a parte una finestra iniziale di tre-quattro giorni, misura gli anticorpi in un campione di sangue prelevato. Anticorpi che vengono prodotti quando l'organismo ha incontrato l'aggressore", ha spiegato il virologo aggiungendo che questo tipo di test può fornire informazioni rilevanti. "Incrociando i risultati con altri dati - aveva spiegato al Corriere -, può permetterci di capire se esiste una immunità specifica al virus, cosa che al momento nessuno sa, quanto può durare, e può darci indicazioni su come proteggerci dal contagio di ritorno che in futuro diventerà non un problema, ma 'il' problema".

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Commenti

Ilsabbatico

Dom, 05/04/2020 - 16:19

Sì ma che palle ... Non dite più niente che si vive meglio

StefanoOdoacre

Dom, 05/04/2020 - 16:26

"proteggerci dal contagio di ritorno " Semplicissimo: proteggi il tuo paese e regolamenta le frontiere...

Pigi

Dom, 05/04/2020 - 16:33

"...Tenendo a casa i positivi asintomatici si è evitato l’affollamento degli ospedali e la diffusione del contagio...". Scusi, signor esperto, cosa c'entra con la letalità, che è il rapporto tra decessi e malati? Se ne dedurrebbe, invece, che in Lombardia ricoverano tutti, anche i positivi asintomatici. Li curano e le cure provocano il decesso, mentre se li avessero lasciati a casa ne sarebbero morti molti di meno. Ripeto: controllate TUTTO quello che viene somministrato ai malati, compresi gli eccipienti. Lì potrebbe esserci la spiegazione

0rl4nd0

Dom, 05/04/2020 - 16:47

Ma ... Quando ti fanno il tampone per la strada, spero si cambino i guanti ogni volta! Altrimenti quando si avvicinano con la mano per farti il tampone, basta il tuo fiato per riempire il guanto di virus! (Il virus sui guanti si attacca meglio che sulla pelle), poi dal guanto te lo passa sul tampone e quest'ultimo lo passa a te ... e tu rischi di andare al creatore. Semplice no?

Theylive

Dom, 05/04/2020 - 17:20

Ed è per questo che la Toscana, dove peraltro abito, si sta ispirando alla Lombardia. Mi sembra che ci sia una gran fretta di pensare al "dopo" e, per questo, spendere soldi pubblici più sugli interessi aziendali che per rafforzare i presidi di terapia intensiva. E' tipico di una società areligiosa, che coltiva l' uomo"numero", simile appunto all' ideologia -non alla filosofia - cinese. Purtroppo ne facciamo parte. Bontà vuole che il buon senso popolare prevalga, come la natura stessa, sull' egotismo di cui i governatori si fanno espressione.

ricciardi_massi...

Dom, 05/04/2020 - 17:36

La lombardia è praticamente una unica metropoli di 10 milioni di abitanti. Il veneto vedo su Wikipedia ha metà degli abitanti e metà della densità abitativa. ci credo che il suo sistema sanitario è piu diffuso sul territorio. Neppure l.evoluzione della epidemia è paragonabile da una parte un temporale dall.altro uno tsunami

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Dom, 05/04/2020 - 17:44

Ma basta, l'abbiamo capito che il contagio avviene a causa del respiro o del contatto coi fluidi corporei; visto che se stiamo tutti a casa moritemo di fame dateci una soluzione per riprendere a lavorare; non dico di fare la vita di prima ma banalmente di poter lavorare e far vivere il paese.

releone13

Dom, 05/04/2020 - 17:53

Fontana deve vergognarsi... Ordinanza il sabato sera per le mascherine.... Che non ci sono.... Però va bene anche una sciarpa.. Un foulard.... Una bandana.... Prima doveva essere solo quella con i filtri..... Ma vergognatevi avete scatenato il panico.... Dilettante..... Continua a dire che dobbiamo stare in casa..... NOI ABBIAMO BISOGNO DI LAVORARE!!!!!!!! Tu hai lo stipendio assicurato noi no... Cialtrone