Coronavirus, da Messina ad Agrigento i giovani non rispettano il decreto

Nonostante le disposizioni dettate dal decreto per impedire la diffusione del coronavirus, a Messina i ragazzi hanno trascorso la notte in discoteca e ad Agrigento, i loro coetanei, si sono recati in massa lungo le zone balneari affollando i locali

Da ieri è in vigore un nuovo decreto del Governo nazionale che ha disposto il rispetto di misure più ferree allo scopo di limitare i contatti fra le persone che potrebbero generare nuovi casi di contagio da coronavirus. Che il cambiamento di abitudini piaccia o no, si tratta di un sacrificio richiesto agli italiani, adulti e non, affinché si possa in qualche modo contenere l’espansione della malattia che si sta diffondendo a macchia d’olio e della quale ancora poco si conosce. Di fronte all’espandersi dell’epidemia viene quindi chiesta la partecipazione della collettività attraverso l’utilizzo del buon senso. A tal proposito, l’articolo 2 del decreto redatto dal presidente del consiglio e dal ministro della Salute prevede che in tutto il territorio nazionale, tra le altre cose: “sono sospese le attività di pub, sale giochi, sale scommesse, sale Bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione della attività in caso di violazione”. Come hanno risposto i cittadini alle nuove misure di sicurezza?

Sicuramente con indifferenza una parte di giovani del territorio di Messina i quali, nel week end appena concluso, hanno trascorso la notte in discoteca. Una serata di ballo e musica, all’insegna del divertimento mettendo da parte il rispetto delle misure di distanza da un metro l’uno dall’altro. Tra foto e varie sui social, l’evento non è certo passato inosservato.

Un comportamento che ha suscitato polemiche per ovvi motivi di sicurezza. In tal senso è intervenuto con una nota l’ex assessore provinciale, Michele Bisignano, promotore del Comitato Civico Messina, chiedendo maggiore incisività delle autorità preposte affinché possano essere rispettate le regole che prevedono il buon senso di tutti. “È doveroso – scrive Bisignano- che prefetto e sindaco di Messina adottino le relative determinazioni ed ordinanze, ponendo in campo anche, mediante l’utilizzo delle forze dell’ordine, misure di controllo per il rispetto di tale legge. Una legge chiara e netta che non dà adito ad applicazioni limitative, perché stavolta non si tratta di disturbo del riposo notturno, o di concerti dal vivo o discoteche, ma si tratta della salute di tutti i cittadini. Sulla tutela della salute dei cittadini non possono essere consentiti comportamenti pilateschi”.

Atteggiamento simile a quello dei giovani messinesi è stato tenuto ieri dai coetanei agrigentini. Nel corso del pomeriggio, tutti hanno invaso il litorale di San Leone in barba alle misure di sicurezza richieste nel decreto. Tutti ammassati nelle piazzette, sul lungomare e anche all’interno di alcuni locali che non hanno rispettato le disposizioni richieste a differenza di qualche imprenditore dotato di buon senso. A rendere colma la zona balneare vi sono stati anche degli adulti. Inutile a dirsi, in poco tempo, le immagini che ritraevano quanto accadeva, hanno fatto il giro sulle pagine di Facebook suscitando le polemiche di tutte le persone rimaste a casa per contribuire al non veicolare della malattia. A poche ore dall’entrata in vigore del decreto, il sindaco Calogero Firetto aveva lanciato un appello ai cittadini affinché tutti si attenessero a rispettarlo. A supporto di ciò, il primo cittadino aveva sottolineato anche che il rispetto di tali misure è soprattutto necessario viste le difficoltà del sistema sanitario locale. Un appello prontamente disatteso poche ore dopo.

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Commenti

Epietro

Lun, 09/03/2020 - 10:31

E ti pareva che non potesse non essere così?

Italianocattolico2

Lun, 09/03/2020 - 11:25

Se i prefetti ed i sindaci non mandano la Polizia e l'Esercito a cacciare via i festaioli non se ne viene a capo. Tra due settimane metà di questi furbi avranno impestato le famiglie e cominceranno a piangere perchè gli muoiono i parenti. Adesso però non tornino in Lombardia o in Veneto a farsi curare. Le zone rosse o arancione lo siano per evitare le uscite ma anche i rientri.

Caiofabius

Lun, 09/03/2020 - 11:31

La pagheremo molto cara questa volta!!!!