Il Covid ha spento tutto

Uno studio analizza il mercato energetico. Crolla la domanda di elettricità e petrolio. Ecco tutte le conseguenze

Il Covid ha spento tutto

Covid-19 fa male a tutti, non c'è nessuna categoria esente dalle conseguenze del virus che da inizio anno ha messo in ginocchio tutto il pianeta. Anche l'ambiente non è stato immune al lockdown: le drastiche riduzioni delle attività economiche sono state devastanti in campo energetico e le conseguenze provocate dal virus si possono raggruppare in due macro-aree: quelle dirette e quelle indirette. Il report stilato dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea) è da brividi.

Ecco le "conseguenze dirette" del virus

Come ben sappiamo, l'attività economica è crollata in ogni angolo di mondo, dall'America all'Australia, dall'Europa al Sudafrica. Lo stop ed il rallentamento di tutte le attività industriali ha fatto crollare anche la domanda mondiale di richiesta energetica (-3,8%) come si legge sul report chiamato Global Energy Review 2020 dall'Agenzia Internazionale per l'Energia, che ritiene che la pandemia di Covid-19 rappresenti “il più grande shock per il sistema energetico globale in oltre sette decenni, con il calo della domanda di quest’anno destinato a sminuire l’impatto della crisi finanziaria del 2008 e a provocare una diminuzione annuale record delle emissioni di carbonio di quasi l’8%”.

La crisi dell'elettricità. Il report contiene dati shock: fino alla metà di aprile, in tutti i Paesi in pieno lockdown la domanda di energia elettrica è diminuita anche del 20% a settimana. Sembra un controsenso perché eravamo tutti in casa a consumare costantemente elettricità, ma gli aumenti per la domanda residenziale (delle milioni di persone chiuse in casa) sono stati ampiamente compensati dalle riduzioni nel commercio e nelle operazioni industriali. Per settimane, la forma della domanda assomigliava a quella di "una domenica prolungata", si legge nel report.

Impatto di Covid sulla domanda settimanale di energia

Il calo in tutti i settori. Se la domanda globale di energia è diminuita del 3,8% nel primo trimestre del 2020 (quindi fino a marzo, la percentuale sarebbe molto più alta se fosse incluso tutto aprile) con il maggior impatto avvenuto in Europa e Nord America a seguito delle misure di contenimento, a soffrire maggiormente dopo l'energia elettrica è stata la domanda globale di carbone, calando di quasi l'8% rispetto al primo trimestre del 2019. Non se l'è passato meglio il petrolio, con la domanda diminuita di quasi il 5% nel primo trimestre principalmente per la riduzione della mobilità e dell'aviazione che rappresentano quasi il 60% del petrolio mondiale. L'impatto della pandemia sulla domanda di gas naturale, invece, è stato più moderato, intorno al 2%. Le energie rinnovabili sono state l'unica fonte che ha registrato una crescita della domanda, trainate da una maggiore capacità di installazione e dalla spedizione prioritaria.

Rapporto domanda-offerta. Queste restrizioni rappresentano una combinazione particolare tra domanda ed offerta: lo shock dell'offerta deriva dai vincoli imposti sull'attività economica: ristoranti, centri commerciali e fabbriche sono chiusi per prevenire la diffusione del virus. In piccola parte, questo calo è stato compensato da maggiore attività di e-business e da altri altri settori dell'economia, la maggior parte dei quali hanno visto un aumento delle vendite di attrezzature mediche. È chiaro, pero, che le restrizioni hanno enormemente limitato la capacità complessiva dell'offerta.

Il nucleare. L'energia nucleare non è stata immune agli impatti della crisi di Covid-19, sebbene nella maggior parte dei casiI i reattori hanno continuato a produrre elettricità. La diminuzione è stata di circa il 3% nel primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019, trainata dalle riduzioni della domanda di elettricità. Secondo le stime della Global Energy Review per il 2020, la diminuzione arriverà intorno al 2,5% a causa di una minore domanda, per i ritardi nella manutenzione programmata e per la costruzione di numerosi progetti.

Previsioni del calo delle domande dei combustibili nel 2020

Sorridono solo le rinnovabili. La domanda di energie rinnovabili dovrebbe aumentare a causa dei bassi costi operativi e accesso preferenziale a molti sistemi di alimentazione. Nel primo trimestre 2020, l'uso globale delle rinnovabili in tutti i settori è aumentato di circa l'1,5% rispetto al primo trimestre 2019. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è aumentata di quasi il 3%, principalmente a causa di nuovi progetti di eolico e fotovoltaico completati nell'ultimo anno e perché rinnovabili vengono generalmente spediti prima di altre fonti di elettricità.

Le "conseguenze indirette" del virus

Le conseguenze indirette del Covid-19 sull'ambiente saranno molte e articolate, secondo quanto ipotizzato da tre professori italiani di Economia, Marzio Galeotti, Alessandro Lanza e Massimo Tavoni, autori di uno studio pubblicato su Lavoce. Innanzitutto, lo stimolo economico che verrà impresso dai governi nazionali e dalla Commissione Europea potrebbe portare ad effetti che potrebbero avere un impatto su clima e ambiente, come accadde con Obama all'indomani della crisi finanziaria del 2009 le cui misure economiche a sostegno della collettività portarono ad un rapido aumento di emissioni nell’anno successivo ma diedero un impulso anche allo sviluppo di fonti energetiche alternative. I tre studiosi ipotizzano, quindi, nuovi investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili ed un ripensamento della mobilità e dell’edilizia per stimolare la ripresa. In Italia, sarà necessario riqualificare gli edifici pubblici e scolastici, "far ripartire l’economia e riqualificare energeticamente e ambientalmente queste infrastrutture sarebbe un classico 'doppio dividendo'", scrivono. Tra le conseguenze indirette c'è la perdita del Prodotto interno lordo annuo dei vari Paesi: ogni governo ha deciso misure più o meno restrittive e la tabella sotto allegata mostra come, l'Italia, sia tristemente prima in questa speciale classifica con un Pil che potrebbe arrivare fino a quasi il -5% entro fine anno. A ruota seguono Francia e Germania. Il Pil mondiale, invece, dovrebbe calare segnare un -2,5%.

Impatto delle misure di contenimento sul PIL annuo

Effetti indiretti nel mondo. Un primo cambiamento, che potrebbe anche proseguire ad emergenza finita, riguarda lo smart working, che fa risparmiare tempo e viaggi. Un colosso social come Twitter consentirà ai proprio dipendenti di decidere se tornare in ufficio o lavorare da casa per sempre. Nel futuro post-lockdown, la paura del virus influenzerà pesantemente la vita quotidiana, obbligando ad un uso ancora più massiccio e capillare di internet che colonizzerà il reale in misura ancora maggiore rispetto a prima. "La pandemia si configura come il più grande esperimento tecno-psicologico di tutti i tempi che coinvolge un terzo della popolazione mondiale: circa due miliardi di persone che si trovano tutte quante in condizioni non certo identiche, ma analoghe sotto questo aspetto", afferma a Vvox Eduardo Zarelli, pubblicista, saggista ed insegnante di Storia e Filosofia a Bologna, il quale sostiente che il "virtuale è reale" perché "l’isolamento forzato avrà fatto sì che la digitalizzazione sincronizzata non verrà più percepita come un momento accessorio, ma come un momento sostanziale della vita".

"Spese potevano essere diverse". "Con la riduzione del Pil abbiamo meno energia, meno energia significa meno emissioni di CO2 che sono ai livelli del 1970. Però, ci aspettiamo un rimbalzo nel 2021 con la ripresa economica" ha detto al nostro giornale Alessandro Lanza, Prof. di Economia politica all'Università degli studi di Milano, che auspicava un approccio diverso del governo sui fondi destinati all'emergenza. "Non soltanto investimenti sul reddito, ma anche investimenti diversi come potevano essere fatti nelle scuole, ad esempio, con l'introduzione della banda larga. Ce la saremmo ritrovata anche a fine emergenza".

Cosa succederà al petrolio? Due esperti italiani del settore economico, Carlo Andrea Bollino e Marzio Galeotti, prevedono due differenti scenari che condizioneranno a catena tutti i processi produttivi, uno in positivo ed uno in negativo. Se la capacità di ripartenza del sistema petrolifero, dopo i fallimenti e le chiusure, sarà meno veloce della ripresa della domanda ci potremmo aspettare un “overshooting”, ovvero un rimbalzo del prezzo a livelli superiore a quello di un normale equilibrio. Se invece, gli impianti che sono stati temporaneamente messi in naftalina saranno subito pronti non appena la domanda riprende, allora ripartirà l’offerta e potremmo avere un sentiero ordinato di recupero del prezzo del petrolio.

In ogni caso, la vita all'esterno proseguirà: i mezzi pubblici e le grandi aree urbane saranno veicolo del contagio (fino a quando non ci sarà un vaccino) e ne risentiranno in modo negativo. Ed il prezzo stracciato del petrolio, a prescindere dalle previsioni degli esperti, più che dimezzato rispetto all'anno scorso, potrebbe mettere in crisi le fonti alternative ed i vari paesi mondiali potrebbero trovarsi con "più diseguaglianze e con un debito ingigantito", affermano i nostri economi. Di sicuro, sarà fondamentale capire quali saranno le nuove opinioni dei cittadini, come cambieranno abitudini ed esigenze, quali saranno le nuove priorità. Tutto ciò, fino a quando non si avrà la cura definitiva contro il Covid-19. Dopodichè, tutto (forse) tornerà come prima.

Percentuale della popolazione mondiale sotto le misure di contenimento

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