Incubo controlli per gli hotel: servono 14 green pass diversi

La giungla dei controlli negli hotel che offrono diversi servizi. Federalberghi: "Questo ci penalizza"

Incubo controlli per gli hotel: devono chiedere 14 diversi green pass

Una, due, tre, quattro, cinque volte. Possibile che un albergatore sia costretto a chiedere più volte il green pass alla stessa persona, solo perché si approccia a un servizio diverso? Possibile. Succede in Italia, dove la distinzione tra green pass e super green pass ha creato una tale babele di norme e direttive da far rizzare i capelli in testa al più pacato degli imprenditori.

Andiamo con ordine. Ieri Quarta Repubblica è stata in un hotel di Roma con Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi di Roma. Offrendo molti servizi differenti, l’hotel si trova da qualche settimana in una giungla burocratica. “Dobbiamo chiedere un green pass differente per ogni servizio che viene utilizzato e questo ci penalizza”, spiega Roscioli. Stanze, sala ristorante e colazione, bagno turco, palestra, centro congressi. Dall’arrivo del super green pass, gli addetti al controllo del certificato verde sono sempre in balia dell’app di verifica. “Chi va in un albergo solo per dormire è sufficiente il green pass base”, spiega Roscioli. Per tutti gli altri è un ginepraio.

Al ristorante, per esempio, occorre fare delle distinzioni. Se a mangiare si siede un ospite dell’albergo e questo è riservato dall’hotel, allora basta il green pass che si può ottenere con un tampone. Se invece nella stessa sala, magari nello stesso tavolo, possono entrare anche clienti dall’esterno, a tutti va chiesto il green pass rafforzato, ovvero quello ottenibile solo dopo vaccinazione o guarigione. Se la struttura dovesse avere anche le sale per il meeting, sia chi soggiorna nelle stanze sia chi dorme fuori può entrare semplicemente col green pass base, anche se poi - per mangiare - dovrebbero mostrare quello rafforzato. Un incubo.

“Poi esiste il controllo del green pass sia per la palestra che per la zona wellness, dove serve sempre il passaporto verde base”, sia per ospiti che per esterni. Ma se poi dopo un massaggio o una sauna vogliono andare al ristorante, allora la manfrina si ripete: se tutti alloggiano nell’hotel, basta il base; altrimenti occorre il rafforzato. Direte: serve tutto a contenere il contagio. Vero. Però poi se un passante, mai visto prima, si ferma di fronte all’albergo e decide di entrare per prendersi un caffè al bancone: beh, in quel caso non deve neppure mostrare il green pass. E intanto il responsabile della sicurezza e del controllo del green pass è già impazzito. Ha la nostra totale solidarietà.

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