Ecco che cosa accade 3 giorni prima dei sintomi da contagio Covid

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature e condotto da ricercatori cinesi, evidenzia come si possa già essere contagiosi 2-3 giorni prima della comparsa dei sintomi. Potrebbe essere questa la risposta all'enorme diffusione del Covid-19 nel mondo

Ecco perché il virus è così contagioso: a favorire una così estesa diffusione del Covid-19 può aver contribuito il fatto che i pazienti possono iniziare a trasmetterlo anche 2-3 giorni prima della comparsa dei sintomi. In pratica, si è contagiosi anche se non si sta ancora male.

È di oggi la pubblicazione di uno studio di modellizzazione sulla rivista Nature Medicine dal team di Eric Lau dell'Università di Hong Kong, Centro collaboratore dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'epidemiologia e il controllo delle malattie infettive.

Ecco come avviene

Come si legge su AdnKronos, diversi fattori possono influenzare l'efficacia delle misure di controllo mirate a prevenire la diffusione di Sars-CoV-2: tra questi, il tempo trascorso tra i casi successivi in ​​una catena di trasmissione (intervallo seriale) ed il periodo che intercorre tra l'esposizione ad un'infezione e la comparsa di sintomi (periodo di incubazione). Se l'intervallo seriale è più breve del periodo di incubazione, ciò indica che la trasmissione potrebbe essere avvenuta prima della manifestazione di sintomi evidenti.

Misure tardive

Quindi, le misure che scattano nel momento in cui compaiono i sintomi possono essere del tutto inutili perché non si sarebbe riusciti a prevenire in tempo la diffusione del virus. Il Prof. Eric Lau ed i suoi colleghi hanno studiato alcuni modelli temporali della diffusione del virus in 94 pazienti positivi al Covid-19 ricoverati al Guangzhou Eighth People's Hospital in Cina.

La scoperta su 414 tamponi

I tamponi della gola sono stati raccolti dall'inizio dei sintomi e ripetuti fino a 32 giorni dopo. In totale, dopo averne analizzati ben 414, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti presentavano la più alta carica virale all'inizio dei sintomi. Separatamente, gli studiosi hanno modellato i profili di infettività di Covid-19 da un diverso campione di 77 'coppie di trasmissione' a partire da dati pubblici. Ciascuna coppia comprendeva due pazienti con Covid-19 ed un chiaro legame epidemiologico con uno dei due che aveva avuto elevate probabilità di aver infettato l'altro.

Il contagio 2 giorni e mezzo prima dei sintomi

Da questo modello, gli studiosi hanno dedotto che la contagiosità è iniziata in media circa 2 giorni e mezzo prima della comparsa dei sintomi raggiungendo il picco a 0,7 giorni prima della loro manifestazione. Dopo questi dettagli tecnici, il dato che emerge dalle stime dei ricercatori è che ben il 44% dei casi secondari è stato infettato durante la fase pre-sintomatica.

Infine, è stato anche osservato che la contagiosità si è ridotta notevolmente entro sette giorni. Seppur con tutti i limiti del caso perché, come ammesso dagli stessi autori, potrebbe esserci un ritardo nel riconoscimento dei primi sintomi, lo studio mette in luce un periodo "finestra" in cui un paziente è già contagioso anche se non sa di essere malato.

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Commenti

jaguar

Mer, 15/04/2020 - 19:26

I ricercatori cinesi dovrebbero"cercare" da quale laboratorio è partito il virus.

Ritratto di giùalnord

giùalnord

Mer, 15/04/2020 - 19:40

La Cina dovrebbe raccontare le cose giuste piuttosto che ipotizzare:la domanda sorge spontanea,da quale laboratorio è uscito il virus?

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 16/04/2020 - 10:08

Ecco come il "tracciamento intelligente" funziona,mettendo in relazione tutti i contatti "ravvicinati",fra "asintomatici","infetti","non infetti","guariti",etc.,in un "certo periodo",determinando automaticamente la "classe di rischio" di ogni contatto "ravvicinato".....Certo che la "privacy" è più importante....!