Cresce il pressing per cambiare i numeri del Covid

Dopo Bassetti anche Zangrillo, Costa e il Cts pensano ad alcune modifiche su cifre e parametri dei contagi

Cresce il pressing per cambiare i numeri del Covid

Da più parti sta crescendo il pressing al governo per cambiare i numeri del Covid. Questa mattina il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, aveva spiegato che "la pandemia si sta trasformando in endemia, dobbiamo cambiare strategia e credo che sarebbe il caso di chiudere il report serale con i numeri del Covid in Italia”. Aveva quindi tenuto a sottolineare che non ha alcun senso continuare a dire quotidianamente che vi sono più di 250mila soggetti con tampone positivo. Secondo Bassetti questa strategia serve solo a creare ansia nelle persone e ha sottolineato che siamo l’unico Paese a continuare a dare i dati aggiornati quotidianamente. Il rischio per il professore è che prima o poi l’Italia finirà in lockdown psicologico e sociale.

D'accordo anche Cts e Zangrillo

Anche il Comitato tecnico scientifico starebbe prendendo in considerazione l’idea di consigliare al governo di cambiare passo. Ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1, l'infettivologo e componente del Cts Donato Greco ha asserito: "Sarebbe un'ottima idea far diventare settimanale il bollettino dei contagi, mi sembrerebbe naturale farlo. Noi del Cts stiamo discutendo del parlarne con il Governo". Non poteva certo mancare il commento di Alberto Zangrillo, primario dell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare del San Raffaele di Milano che, in relazione al report della Fiaso dal quale emerge che circa il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato di Covid, ha precisato all’Agi:"Andrebbero cambiati i parametri. Lo dico da circa un anno e mezzo e ancora di più oggi che con l'arrivo dei vaccini il Covid-19 è diventato una malattia respiratoria gestibile. Il report della Fiaso va proprio in questa direzione: molti dei ricoverati sono in ospedale per tutt'altro, ma causa tampone positivo sono segnati come Covid".

Contrario Pregliasco

Di parere totalmente contrario con questa idea di cambio di strategia sembra essere invece il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che in merito all’opportunità o meno di mantenere il report giornaliero sul numero dei contagi, ha dichiarato all’Ansa: "Comunicare giornalmente il dato relativo ai contagi Covid rappresenta una posizione di trasparenza e la raccolta del dato in se è fondamentale per la ricerca e la sanità pubblica. Siamo ancora in una fase di transizione, e non fornire oggi tale dato potrebbe facilitare un ‘liberi tutti’ a cui non siamo ancora pronti". L’esperto ha poi aggiunto che "nel prossimo futuro si potrebbe modificare tale sistema sulla comunicazione dei dati del contagio, magari dopo che il picco sarà stato superato e che saremo entrati in una fase di maggiore rasserenamento, ma per ora non credo sia opportuno. Fondamentale è però anche in che modo l'informazione è riportata; forse andrebbe comunque posta meno enfasi".

Andrea Costa, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute nel Governo Draghi, ha detto di condividere la posizione di Matteo Bassetti circa l'inutilità di un report giornaliero dei contagi, in quanto il numero dei contagi di per sé non dice nulla. Costa ha proposto anche al ministro della Salute di fare una riflessione sull'attuale sistema di report. Ha ammesso che non sa se ci sarà un cambio di sistema relativamente al report giornaliero dei dati, ma ha comunque tenuto a dire che la sua posizione è chiara e condivisa anche dal suo partito."Credo che dovremmo soffermarci soprattutto sui dati delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive, perché oggi l'obiettivo è ridurre la pressione sugli ospedali e fare in modo che questi possono garantire tutte le cure anche ai pazienti non Covid", ha precisato Costa.

Ha poi chiarito che in questo momento "il dato relativo al numero dei contagi quotidiano non è così cruciale, ma lo sono i dati sulle ospedalizzazioni". Infatti, come ha poi aggiunto, l’obiettivo è adesso la convivenza con il Covid-19 ed è normale che la convivenza evidenzierà sempre un certo numero di contagiati. Fondamentale però che i casi rilevati non determinino pressione eccessiva sugli ospedali. D’altronde “in una fase endemica dell'epidemia di Covid, i contagi giornalieri non li comunicheremmo comunque più perché non avrebbe senso, e non ha senso comunicarli neanche oggi poiché il numero dei contagi di per sé non dice nulla", ha infine ribadito Costa.

Nuovo record di contagi: 220.532

Nuovo record di contagi nelle ultime 24 ore in Italia: 220.532 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Si tratta infatti di un numero mai registrato nel nostro Paese fino a questo momento in un solo giorno. Ieri erano stati 101.762. I decessi oggi sono 294, anche questi in aumento rispetto a ieri, quando erano stati 227. Gli attualmente positivi al Covid in Italia sono 2.134.139, ovvero 129.542 in più rispetto a ieri. Di questi, 2.115.395 pazienti sono in isolamento domiciliare. Dall'inizio della pandemia i casi totali sono 7.774.863 e i morti 139.559. I dimessi e i guariti sono invece 5.500.938, con un incremento di 90.456 rispetto ai dati di ieri. Ancora una volta la regione con il maggior numero di casi odierni è la Lombardia con 45.555 contagi, seguita da Campania (+30.042), Veneto (+21.504), Emilia Romagna (+20.595) e Piemonte (+18.607).

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