La crisi pesa sulle vacanze: crollano turisti e gli assunti nell'alberghiero

Sempre più famiglie scelgono di non partire. Allarme di Federalberghi, che chiede "uno stato di crisi occupazionale" per il settore

La crisi pesa sulle vacanze: crollano turisti e gli assunti nell'alberghiero

Quanto pesa la crisi sulle abitudini vacanziere degli italiani? Siamo disposti a rinunciare a qualche giorno in fuga dalla quotidianità? La risposta arriva da un sondaggio realizzato da Confesercenti-Swg. E ci dice che sì, le condizioni economiche e la salute del nostro portafoglio non possono che avere ripercussioni sulle nostre abitudini estive. Se nel 2010 l'80% dei nostri connazionali in estate caricava l'auto e partiva per le vacanze, la percentuale è crollata quest'anno al 58%.

La crisi la sentono i turisti, ma la avvertono bene anche gli albergatori. Secondo uno studio realizzato da Federalberghi, da gennaio a maggio di quest'anno i lavoratori sono scesi del 4,7% rispetto allo scorso anno. Le perdite sono state praticamente equivalenti sui contratti a tempo indeterminato (-4,6%) e determinato (-4,9%).

La situazione preoccupa notevolemente Federalberghi, che ha chiesto - per voce del presidente Bernabò Rocca - "uno stato di crisi occupazionale per il settore". Le imprese e i sindacati, da soli "non ce la possono fare". Ecco perché serve che il Governo e il Parlamento si diano da fare per piantare "quei puntelli senza i quali lo svuotamenti dei reparti nelle varie imprese turistiche potrebbe divenire un pozzo senza fondo"

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