Quando il delirio dei padri inguaia i figli. #stupro

Il video in cui Beppe Grillo difende il figlio dalle terribili accuse ha fatto parecchio discutere. Ma ora è una storia di violenza a lasciare interdetti

Quando il delirio dei padri inguaia i figli. #stupro

In questi giorni non si parla d'altro se non del video pubblicato da Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro. Sono stati spesi fiumi di inchiostro, tempo e le lettere della tastiera si sono consumate. Sono stati messi in scena talk show, dibattiti e svicerati dettagli su una vinceda delicata che è tutt'altro che chiusa. È stata denigrata una presunta vittima ed è stata fatta una pessima pubblicità a quattro ragazzi presunti colpevoli di una violenza sessuale. Con quel video, Grillo è andato oltre a quello che avremmo potuto immaginare. Non tanto per la svolta garantista, quanto per le parole usate nei riguardi della giovane italo-svedese. Da quel "una persona che viene stuprata alla mattina, al pomeriggio va in kitesurf" a "dopo 8 giorni fa la denuncia" passando per "si vede che c'è la consenzialità", il comico ha dato il peggio di sé. A questo punto ci chiediamo: avrebbe fatto lo stesso se la presunta vittima fosse stata sua figlia? Viste le repentine giravolte, ci verrebbe da rispondere "no". Grillo va un po' dove tira il vento. Ma questa volta il vento gli ha giocato un brutto scherzo.

Grillo - nella delirante arringa difensiva - ha fatto riferimento a 20 secondi di un filmato che gira nelle chat di messaggistica. Un video privato dove verrebbe mostrato "il corpo di nostra figlia come se fosse un trofeo". Non scendiamo nei particolari. Non siamo noi a dover capire quale sia stata la dinamica esatta di quella serata. Non violiamo ulteriormente l'intimità della ragazza e dei quattro furbacchioni (perché anche loro sono presenti nella clip). I genitori della italo-svedese sono indignati, sono turbati per la loro amata figlia, sono distrutti. Di certo, non avrebbero voluto trasformare il loro dramma in un teatrino dove un uomo che fa politica muove i fili delle marionette come e quando vuole. Non volevano, eppure ci sono dentro. Eppure - ogni giorno - qualcuno tira fuori dettagli, testimonianze e aggiunge un tassello al puzzle dell'incubo.

Questa terribile vincenda, che purtroppo verrà sbattuta in prima pagina ancora per molto tempo, non può oscurarne un'altra. Ieri, infatti, alcuni quotidiani hanno riportato la sconvolgente storia di una 20enne. La ragazza era stata inviata in una casa, lì sarebbe dovuta esserci una festa. Ma tutto era una trappola: in quella tana si è trovata da sola ed è stata stuprata. Quattro ragazzi di età compresa tra i 20 e i 24 anni ora sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale. Finita la squallida vicenda? No. Come riporta la Repubblica, un'ora dopo la denuncia della vittima, suo padre avrebbe telefonato i carabinieri per difendere gli aguzzini. "Mia figlia vi ha raccontato dei fatti non veri - avrebbe esclamato - era sotto l'effetto di sostanze alcoliche e quindi non era in grado di capire l'accaduto". Ma non solo. Si sarebbe presentato in caserma con i carnefici dicendo che "questi sono dei bravi ragazzi, le ferite che la ragazza ha sulle braccia sono dovute al fatto che i suoi amici tentavano di riportarla a casa ma era urbiaca e faceva resistenza".

Non ci sembra corretto sprecare di nuovo fiumi di inchiostro, tempo e le lettere della tastiera. Non giudicheremo mai come un padre decide di gestire una faccenda privata. Ma ci permettiamo di dire che pure questo padre non ha fatto una bella pubblicità alla figlia (il "caso Grillo" non ha insegnato alcunché). Forse c'è qualcosa sotto? Nelle ultime ore, è spuntata l'ipotesi della minaccia. L'uomo sarebbe stato obbligato a dire quelle cose. Tanto, a pagarne le conseguenze, è ancora una volta la figlia.