di Fabrizio Rinversi
Nella splendida immagine che apre questo Speciale , un genio della fotografia come Peter Lindbergh, ritrae l'attrice britannica Emily Blunt presso l'affascinante Abbazia della Cervara, la cui vista si perde nel mare tra Santa Margherita Ligure e Portofino. Lei indossa un IWC Portofino Midsize Fasi di Luna con lunetta e indici incastonati con brillanti, e bracciale a maglia milanese. Come si può notare, indossa giacca e camicia da smoking, un abito non propriamente femminile. Una piccola, elegantissima provocazione che Georges Kern, Ceo della Maison di Sciaffusa ha voluto lanciare per evidenziare la tendenza all'abbassamento, se non all'eliminazione, delle barriere nette nello stile e nei connotati scelti dall'uomo e dalla donna per esprimere compiutamente la propria personalità. Un trend che, evidentemente, si estende a un accessorio così identificativo e significativo quale l'orologio.
Il leader della IWC afferma che «la richiesta di orologi impreziositi da diamanti è salita in tutto il mondo, e con la collezione Midsize rendiamo uno dei nostri classici di successo un prodotto interessante anche per i clienti con il polso più sottile». Kern parla di tendenze estetiche globali, dunque si fa riferimento senz'altro, e in via prioritaria, a determinati mercati più sensibili, relativamente al pubblico maschile, a diametri più contenuti o a finiture preziose evidentemente non troppo invasive (lunetta, indici orari). Un gusto e un mood che, per motivi di cultura orologiera, non appartiene apparentemente al gusto europeo, ma che, in conseguenza della costante connessione con realtà lontane decine di migliaia di chilometri, non può non essere preso in considerazione come una serissima opportunità potenziale di mercato. Fino a qualche tempo fa, stavamo assistendo a un fenomeno inverso, nel periodo del sovradimensionamento spinto, con casse che arrivavano a 46/48 mm di diametro e a non scendere mai sotto ai 44 mm, decisamente apprezzate anche dal target femminile.
Vedere polsi esili e aggraziati vestiti da mastodontici segnatempo non esaltava affatto la dolcezza e la grazia muliebre ma, come noto, il fiume della tendenza è inarrestabile e rompe gli argini con grande facilità. Poi, da un paio d'anni a questa parte importanti Maison, quali Hermès, Dior, Chopard, Gucci, Chanel, Girard-Perregaux e Longines sono tornate a proporre «per lei» misure più consone alla natura femminile, con modelli ridotti anche fino a 15 mm di diametro, recuperando l'allure degli straordinari anni pionieristici dell'orologeria da polso, all'inizio del XX secolo.
Allo stesso modo dei fenomeni fisici, per non parlare di quelli di mercato, naturalmente gli assestamenti sul medio-lungo termine avvengono più o meno nel mezzo, sui punti di equilibrio e, conseguentemente, gli attori del comparto orologiero hanno continuato a perseguire il prodotto unisex, stimolati dalla possibilità di interloquire anche una donna sempre più attenta a particolari e dettagli qualificanti non solamente legati alla quantità di carati presenti su cassa e quadrante. Invertendo, dunque, la direzione e dando per scontata la presenza maschile sul modello unisex, le Case stanno sondando il terreno sull'adattamento di un prodotto di contenute dimensioni e/o rifinito con scintillanti pietre preziose anche su polsi meno gentili e densi d'ingombrante peluria. D'altronde, è ben noto che leggende dell'orologeria come Patek Philippe e Rolex, da sempre, si sono mantenute sotto ai 40 mm, toccandoli solo per specifici modelli con presupposti sportivi più marcati.
Per non parlare dell'eleganza al polso, senza tempo, di orologi leggendari come il Tank Arrondie o Obus di Cartier o come i primi Reverso di Jaeger-LeCoultre.Il punto è, come affermava sagacemente Oscar Wilde, che «le donne non sono mai disarmate dai complimenti. Gli uomini sì. È questa la differenza tra i due sessi». Ecco perché i diamanti potrebbero avere buon gioco...