Il diario "per gasarsi", il taxi, la pistola: così il killer ha ucciso

Lungo il tragitto per raggiungere la casa della figlia l'uomo ha riletto le 60 pagine colme di odio, forse per avere la forza per ucciderla

Il diario "per gasarsi", il taxi, la pistola: così il killer ha ucciso

Stellio Cerqueni, 88 anni, nato in Serbia ma residente a Monfalcone, in provincia di Gorizia, lo scorso venerdì ha ucciso la figlia Dorjana cercando la forza tra le pagine di un diario. Ha poi rivolto la pistola contro se stesso e si è tolto la vita davanti alla casa della donna.

L’uomo era certo di avere ancora poco tempo da vivere e aveva informato di questo anche il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisin:“Io non sto bene, ho una malattia e probabilmente non finirò l’anno”. Non aveva quindi più nulla da perdere, l’unico cruccio era quello di riuscire a proteggere la moglie, una donna fragile, e assicurarle un futuro degno. Come riportato dal Corriere del Veneto, nel 2016 Cerqueni si era risposato con Rosetta. Alla sua morte però l’eredità sarebbe stata divisa tra la consorte e la figlia con cui non era più in buoni rapporti da anni, perché circa 30 anni fa aveva deciso di sposare un imprenditore padovano, Galdino Nicoletti, contro il volere del padre.

Non aveva mai accettato quell'amore

Già, perché ai tempi i due uomini erano soci in affari e insieme gestivano un supermercato in Friuli. Ma un conto era lavorare insieme, un altro era accettare che la figlia fosse innamorata del socio, una relazione ritenuta inaccettabile dal padre. Tanto che la ragazza, pur di coronare il suo sogno d’amore, decise di scappare di casa. Dopo tanti anni il rancore era ancora vivo, e tra padre e figlia erano state pochissime le occasioni di incontrarsi.

L’avvicinarsi della morte deve aver spinto l’88enne a programmare l’omicidio. La moglie Rosetta ha raccontato che quel tragico venerdì il marito “aveva in programma un’operazione alla gamba, a Padova. La mattina mi ha salutato ed ero certa che fosse diretto in clinica. Invece qualche ora dopo ho saputo... Lui non mi parlava mai di Dorjana e non so perché abbia fatto una cosa del genere. Mi dispiace tanto per quella povera donna”.

Aveva portato con sé il diario

Per raggiungere l’abitazione di Dorjana ha chiamato un amico tassista, Mario. Il conducente ha raccontato di averlo visto tranquillo. “Ho parlato con i carabinieri, più avanti dirò qualcosa, ora no” ha tagliato corto il tassista. Cerqueni aveva portato con sé un diario di circa una sessantina di pagine colme d’odio e rancore verso la figlia e il marito. Leggerle lo ha forse aiutato a ripercorrere con la mente tutti quegli anni e a trovare il coraggio di premere il grilletto. Due proiettili per la figlia, uno al petto e l’altro alla testa. Il terzo per lui. Al cuore.

Quel diario servirà ora agli inquirenti per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto. Oltre alla testimonianza di due donne che a bordo delle proprie auto hanno assistito all'omicidio. Secondo quanto predisposto dal pubblico ministero Roberto Piccione, l'autopsia verrà eseguita domani dal medico legale Sindi Visentin. I carabinieri del nucleo investigativo hanno sequestrato l’arma del delitto, una pistola tamburo 38 special. La procura di Padova aveva anche ordinato la perquisizione dell'abitazione dell'88enne, nella quale custodiva regolarmente altre armi, una pistola e un fucile.

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