"Dieci euro per provare le scarpe". È guerra contro gli acquisti online

È successo a Mirandola, nel Modenese. La ragazza aveva provato le scarpe ma non le piacevano. Quando stava per uscire è arrivata la richiesta del titolare: "Veramente sono 10 euro per la prova"

Dieci euro per provare un paio di scarpe. La richiesta ad alcuni clienti è stata fatta in un negozio di Mirandola, in provincia di Modena. Il fatto, si sa, è già accaduto in Toscana e a Trento ma è la prima volta che la nuova mossa dei negozianti anti-Amazon prende piede in Emilia Romagna.

Secondo quanto riferito da Federconsumatori, si tratta di una "strategia" che il titolare dell'esercizio commerciale mette in atto per combattere la concorrenza del web. Sempre più spesso, infatti, i clienti "sfruttano" il negozio per provare le scarpe e poi acquistarle online, magari a un prezzo più basso. La richiesta di soldi, però, per essere corretta deve essere ben esposta all'interno del negozio. Proprio per questo, infatti, la signora nel Modenese - che ha riferito di essere stata messa al corrente del pagamento solo dopo la prova delle calzature - si è rifiutata di pagare i 10 euro.

Secondo Federconsumatori, una regola così discutibile come quella di far pagare la prova di abiti o calzature deve essere indicata con grande evidenza all'ingresso del locale commerciale, e non al proprio interno. Questo per consentire al cliente di scegliere se entrare o meno. Bisogna vedere, però, se questa nuova "strategia" sarà davvero utile ai titolari dei negozi, o se al contrario peggiorerà la situazione.

Paolo Luppi, il titolare del negozio di Mirandola, fa chiarezza sull'iniziativa ormai attiva da un anno durante un'intervista alla Gazzetta di Modena. "Non sono però 10 euro a fondo perduto ma per cui viene rilasciato regolare scontrino con un buono che, qualora qualcuno decidesse di tornare nel nostro negozio, gli consentirebbe di scontare la somma dall’acquisto di un prodotto".

Commenti

giovanni951

Mer, 04/09/2019 - 10:44

fa benissimo...troppi furbi vanno in negozio per provare le scarpe per poi prenderle in internet.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 04/09/2019 - 10:48

Capisco il commerciante ma mi sembra una tattica suicida. Io mi terrei bene alla larga da un negozio così. Ma fare come si fa in altri paesi che, se sul web trovi un prezzo migliore allora il negoziante ti fa un buono per la differenza?

killkoms

Mer, 04/09/2019 - 11:11

è una notizia vecchia e i negozi che aderiscono la rendono ben nota!

cgf

Mer, 04/09/2019 - 11:16

basterebbero anche solo 5 euro, troppa gente non solo va in negozio a provare quello che poi compra on-line, ma ho saputo di casi reali di gente che ha comprato vestiti/scarpe, usati una sera e poi restituiti alla modica cifra di 4 euro.

Ritratto di UnoNessunoCentomila

UnoNessunoCentomila

Mer, 04/09/2019 - 11:33

Problema facilmente risolvibile apponendo un cartello

Ritratto di 98NARE

98NARE

Mer, 04/09/2019 - 12:17

non si puo' assolutamente chiedere.... chiama le forze dell'Ordine e denuncia il negoziante !!!!!

gisto

Mer, 04/09/2019 - 12:18

@El Presidente. E' chiaro che sul Web trovi un prezzo migliore: non perdono tempo ad assistere a provare i numeri e hanno le tasse indirette (gestione luce,riscaldamento,tasse comunali,balzelli vari) inesistenti.

Ritratto di MIKI59

MIKI59

Mer, 04/09/2019 - 13:02

Mi sembra giusto, visto che ormai si va in negozio, che comunque paga fitto e tasse, solo per vedere se quelle scarpe vanno bene, per poi acquistarle su internet.

ilbelga

Mer, 04/09/2019 - 13:49

ha ragione la negoziante, queste vanno a provare e fare finta di comperare poi ordinano su internet. ne conosco qualcuna...

SPADINO

Mer, 04/09/2019 - 14:24

ANCHE NEGLI AUTOGRILL IN GERMANIA PAGHI 50 CENTESIMI PER PAGARE IL BAGNO SE VAI A FARE PIPI ED 1 EURO SE VAI NEL BAGNO PER FARE ALTRO. QUESTI SOLDI TE LI SCONTANO SE ACQUISTI POI UN CAFFE' O ALTRO. MI SEMBRA GIUSTO.

Ritratto di 98NARE

98NARE

Mer, 04/09/2019 - 14:53

SPADINO, ma che razza di paragone fa LEI ?????? cosa centrano i bagni in autogrill con un negozio che vende scarpe e ti fa pagare SOLO PER PROVARLE ???? . Assurdo ma cosa cavolo scrivete ???

Ritratto di tox-23

tox-23

Mer, 04/09/2019 - 15:41

Allora ci vuole anche la tassa per vedere le cose, come le TV... Io vado a vederle nei negozi e poi se costano meno le compro in rete. E allora ? È il libero mercato, bellezze....

Michele Calò

Mer, 04/09/2019 - 17:21

Bah! Io continuo a comprare esclusivamente nei negozi e non mi fido dell'e-commerce. Amici che hanno effettuato acquisti via internet sono rimasti scottati specialmente per gli apparecchi elettronici trovandosi poi privi di assistenza postvendita. Una mia amica che ha fatto acquisti di scarpe si è poi lamentata della scarsa qualita' e della brevissima durata. In quanto poi ai soliti furbastri che approfittano della professionalita' dei commercianti per poi comprare in internet beh, si qualificano da soli: signori si nasce, pezzenti si resta!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 04/09/2019 - 17:33

@gisto mi sembra lapalissiano che un negozio on-line possa permettersi prezzi più bassi di un negozio tradizionale, non era quello in discussione ma il fatto che una politica del genere rischia di essere fallimentare. Mai successo di entrare a provare una scarpa che piace, con tutta l'intenzione di comprarla, e poi accorgersi che, a prescindere dalla misura, risulta scomoda? E cosa dovrei accettare? Che in un caso simile devo pagare il negoziante per il disturbo? Ma piuttosto vado da uno con cui non devo rischiare di discutere!

il sorpasso

Mer, 04/09/2019 - 17:53

Se è vero ha fatto bene

cir

Mer, 04/09/2019 - 18:49

Michele Calò , tutti dovrebbero fare cosi.

Ritratto di OdioITedeschi

OdioITedeschi

Mer, 04/09/2019 - 19:03

Intanto per quanto io ne sappia, l'Italia è l'unico paese occidentale dove se non sei soddisfatto della merce acquistata (o hai avuto un ripensamento) non puoi restituirla indietro in negozio e avere un immediato rimborso in contanti: tutt'alpiù ti danno la possibilità di cambiare l'articolo con un altro dal prezzo equivalente. Poi se hai aperto la confezione molto spesso neanche quello. È questo è davvero vergognoso da parte dei commercianti italiani e delle leggi italiane che lo permettono. Poi fare pure pagare per aver provato delle scarpe o dei vestiti è veramente il colmo. A questo punto preferisco non venire neanche più in Italia a fare acquisti. Me ne rimango in Svizzera o vado in qualche altro paese europeo: deficienti italiani che non siete altri! Evviva la Svizzera e le altre nazioni libere!

Ritratto di Bar_Abba

Bar_Abba

Mer, 04/09/2019 - 19:28

Se compriamo tutto on line poi chiudono i negozi e i quartieri diventano spettrali, o dove hanno chiuso i negozi aprono i centri massaggi e le sale bingo. Contenti? Ah, voi siete i lettori de Il Giornale, quelli intelligenti che sanno come avere i negozi aperti sotto casa e i prezzi della grande distribuzione online.

baronemanfredri...

Mer, 04/09/2019 - 19:32

E NON GLI HA DETTO LE SCARPE METTETELE IN QUEL POSTO?

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mer, 04/09/2019 - 19:55

Io dal macellaio volevo provare la tenerezza della carne, ma poi mi ha fatto pagare il pezzo che ho masticato anche se glielo rendevo indietro da rivenderlo. Scheeeerzo!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mer, 04/09/2019 - 20:00

Anche un fotografo si era stufato della gente che acquistava nei grandi centri e poi si recava da lui per avere spiegazioni. A quel punto ha messo un cartello che pretendeva un tot per spiegare l'uso.

cir

Mer, 04/09/2019 - 20:45

chi compera on-line e' della stessa forza di chi si fa portare il cibo e le pizze a casa .

Ritratto di venividi

venividi

Mer, 04/09/2019 - 20:49

Molti negozianti continuano a lavorare ancora alla vecchia maniera e pretendono di guadagnare bene non accettando l'idea che i tempi sono cambiati. Perché non aprono anche loro un negozio parallelo su Internet? Non costa molto metterne su uno, non hanno i problemi dei venditori e-commerce per i rifornimenti e il magazzino, possono usare lo stesso commercialista per tutti e due i negozi, possono facilmente smaltire l'invenduto on-line senza lacci e lacciuoli, non devono sopravvivere esclusivamente del loro negozio on-line né rispettare rigidamente gli orari di apertura, ecc. Se non si aggiornano non si devono lagnare

Divoll

Mer, 04/09/2019 - 21:51

Questo e' il modo migliore per far andare la gente su internet, anche se comprare scarpe e vestiti in rete, senza averli provati, senza averne potuta vedere la qualita', e' la cosa piu' stupida che si possa fare.

Ritratto di venividi

venividi

Gio, 05/09/2019 - 00:16

Non è vero, Divoli, che è rischioso comperare scarpe o altro su Internet senza averli provati né averne constatato la qualità. Il discorso è troppo lungo in questa sede ma le assicuro che il compratore è tutelato. Cerchi diritto di recesso su Google e capirà. Il solo rischio è fare acquisti da siti "canaglia", ripeto, è troppo lungo da spiegare. Scusate

flgio

Gio, 05/09/2019 - 11:04

Vendere on line è una fatto, vendere sulla "nuvola off shore" è ben altra cosa. I pochi grandi venditori del web mondiale pagano nello Stato solo l'Iva mentre del carico di tutte le altre imposte dirette e indirette pagano una "cippa" quando va bene. La rincorsa di tutte le agenzie fiscali del mondo per la tassazione del web è nota come le sedi per le relative transazioni per l'indebita elusione fiscale. Quindi di cosa stiamo parlando? Una volta identificati dallo Stato non c'è web che salva. Ecco appunto una volta identificati però!Un conto è chiamarsi per nome e cognome un altro e chiamarsi ............

cir

Gio, 05/09/2019 - 11:21

tutti i negozi pagano le tasse in italia . le vendite on line hanno come preliminare l' approccio per la vendita tramite internet e la transazione economica ed hanno le sedi sociali nei punti piu' disparati del mondo.Il trasporto del prodotto e' affidato a ditte che si avvalgono di disperati che guadagnano una miseria quando va bene. tipo pizza nello zaino .Le Tasse sono una fesseria che viene neanche presa seriamente.Chi compera via on line , crede di risparmiare , ma deve mettere in bilancio la disccupazione che si crea unita a scarsissimi margini di guadagno , a le quali la comunita' deve provvedere , vedi casse integrazioni ecc..negozi che chiudono.. famiglie senza reddito ecc.. solo un deficiente vede in tutto questo un progresso umano .