Diego Marmo, pm del caso Tortora, dopo trent'anni chiede scusa

"Ho creduto che ogni mia parola non sarebbe servita a nulla", ha detto al Garantista. Ma era "arrivato il momento"

Diego Marmo, pm del caso Tortora, dopo trent'anni chiede scusa

"Mi lasciai prendere dal mio temperamento. Ero in buona fede. Ma questo non vuol dire che usai sempre termini appropriati". Diego Marmo, il pm che pronunciò l'arringa contro il conduttore televisivo Enzo Tortora, dopo trent'anni si scusa con la famiglia in un'intervista con il quotidiano Il Garantista.

"È arrivato il momento - dice Marmo al giornale di Piero Sansonetti -. Mi sono portato dietro questo tormento troppo a lungo. Chiedo scusa alla famiglia di Enzo Tortora per quello che ho fatto".

Il magistrato definì allora Tortora un "cinico mercante di morte". Il conduttore fu condannato per camorra, poi assolto nel processo d'Appello, ma soltanto dopo avere trascorso tre anni agli arresti.

Per anni il pm non ha parlato, e spiega perché. "Ho creduto che ogni mia parola non sarebbe servita a niente. Che tutto mi si sarebbe ritorto contro. Ero Diego Marmo, l'assassino morale di Tortora e dovevo tacere". Ricorda però anche di non essere stato l'unico protagonista del caso, da allora citato come esempio di errore giudiziario.

Nei giorni scorsi Marmo era tornato al centro della polemica per la sua nomina ad assessore alla Legalità e Sicurezzaal comune di Pompei.