Spunta il bagno neutro. Scoppia la bufera a scuola

I problemi della scuola sembrano passati in secondo piano da parte di alunni e dirigenti: ora la priorità sono i bagni misti o senza genere

Spunta il bagno neutro. Scoppia la bufera a scuola

Prosegue il trend dei bagni misti, o neutri, nelle scuole e nelle università della Toscana. Dopo l'università di Pisa, che ha mappato gli edifici dell'ateneo per individuare gli spazi adeguati per creare bagni fluid per gli studenti che non si riconoscono in nessun genere, anche i liceo Machiavelli Capponi si adegua e approva il progetto. Pare che la richiesta sia arrivata da diversi studenti che non si riconoscono in nessun genere.

"I bagni misti sono stati proposti in tantissimi istituti. C’è stata una forte apertura in questo senso e, dunque, da parte mia non c’è stata alcuna sorpresa. Una volta trovata l’ubicazione più adatta, il liceo è subito venuto incontro a questa esigenza", ha detto la preside a La Nazione. L'istituto si va ad adeguare a una linea di pensiero dominante che vuole eliminare i generi sessuali per non creare discriminazioni. Le scuole sono diventate uno dei teatri preferiti per le battaglie ideologiche, che vanno a coprire quelli che sono i maggiori problemi del comparto scolastico.

E, infatti, è scoppiata la polemica. La situazione degli edifici scolastici in tutto il Paese è generalmente disastrosa e per alcuni istituti quella dei bagni gender sembra essere la priorità a discapito della sicurezza e delle infinite criticità. La pressione posta dagli studenti sui dirigenti scolastici è stata forte e i casi di Pisa e del liceo di Firenze potrebbero rappresentare un precedente importante per dare la spinta ad altri istituti. Sembrano lontani i tempi in cui gli studenti scioperavano perché nelle scuole non c'era i riscaldamento funzionante, perché le attrezzature dei laboratori erano obsolete o perché le aule non erano idonee allo studio. Ormai per i giovani è più importante un bagno neutro che una lezione pratica in laboratorio utile al suo fine. Anche perché, sebbene siano cambiate le ragioni degli scioperi, non è cambiata la situazione delle scuole.

"Come per la propaganda gender saremo pronti a contrastare tali deliri", tuonano Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e Lorenzo Vacca, responsabile di Azione studentesca Firenze, sulle colonne de La Nazione. Le ragioni della loro avversione sono chiare: "La scuola italiana versa in una crisi senza precedenti, afflitta dalla pessima gestione della pandemia e dalla carenza atavica di risorse e strutture". In conclusione aggiungono: "Si pensi piuttosto ai problemi seri e al futuro degli studenti, anziché introdurre fantasie ideologiche senza alcuna attinenza con la realtà".

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