Espulso due volte: ma il pusher di De Rienzo era ancora in Italia

Mustafa Lamin si trovava in Italia irregolarmente: dalle indagini sono emersi precedenti per la violazione della normativa sugli stupefacenti

Espulso due volte: ma il pusher di De Rienzo era ancora in Italia

A due settimane dalla morte di Libero De Rienzo, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire le ultime ore di vita dell'attore, trovato senza vita nel suo appartamento da un amico. In queste ore i carabinieri hanno eseguito l'arresto di Mustafa Lamin, accusato di aver venduto l'eroina a De Rienzo. L'uomo, irregolare in Italia, risulta essere gravato da due provvedimenti di espulsione a cui si è sottratto. Così si legge nelle 15 pagine di decreto con il quale il pm Francesco Minisci ha stabilito la sua reclusione a Regina Coeli.

Nel flusso di messaggi dell'attore sono stati trovati i messaggi che hanno condotto gli investigatori nell'appartamento di Torre Angela in cui il gambiano è stato colto in flagranza di reato mentre spacciava. Le indagini sono partite dal ritrovamento di una "sostanza polverulenta di colore marrone, risultata a seguito di una consulenza chimica, essere sostanza stupefacente del tipo eroina pari a 0,24 grammi". Così si legge nel decreto di fermo del gambiano, "titolare di un precedente specifico per la violazione della normativa sugli stupefacenti".

Da piazzale Clodio ritengono che Mustafa Lamin non debba uscire dal carcere: "Sulla base di elementi e di fatti obiettivi è ragionevole ritenere che l'indagato, ove non si intervenga con urgenza, si sottrarrà a una successiva misura cautelare tesa a impedire la reiterazione dei gravi, sistematici, reiterati e abituali reati per i quali si indaga". Trattandosi di un cittadino irregolare in Italia, senza un impiego e senza legami logistici, il pm sospetta che l'uomo possa rendersi facilmente irreperibile. Al momento per lui la contestazione di reato è cessione di stupefacenti.

La salma dell'attore è stata già seppellita in un paese in provincia di Avellino di cui è originaria la sua famiglia ma sono ancora in corso gli esami tossicologici che potranno dare risposte sulle cause della morte di Libero De Rienzo. In base al referto del medico legale potranno essere aggiunte ulteriori contestazioni di reato a Mustafa Lamin. Nell'ordinanza di custodia cautelare che il pm Francesco Minisci ha firmato nei confronti di Mustafa Lamin sono inseriti i messaggi scambiati dall'attore nelle sue ultime 48 ore di vita con Lamin e con altre 3 persone. In uno scambio, De Rienzo ha esortato il gambiano a raggiungerlo.

Nel pomeriggio del 14 luglio, è stato individuato un movimento di avvicinamento e allontanamento di Lamin nella zona in cui si trova l'abitazione di Libero De Rienzo. Tra le 16.15 e le 16.41 è stata rilevata una connessione internet agganciata alla cella di via Aurelia, che dista meno di 600 metri dall'abitazione dell'attore. I carabinieri hanno tracciato una telefonata di pochi secondi effettuata da De Rienzo a Lamin alle 16.15. In quei minuti, il telefono della vittima aggancia la cella di via San Pio V nello stesso momento in cui la cella in via Aurelia aggancia l'utenza in uso al gambiano. La breve distanza tra le due celle fa ritenere agli investigatori che De Rienzo e il gambiano si trovassero contemporaneamente nello stesso posto.

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