Dinosauro italiano del Giurassico, ecco i dati del "Saltriovenator"

Presentati a Palazzo Reale i risultati di uno studio approfondito sull’esemplare, diffuso nelle lussureggianti foreste che nel Giurassico ricoprivano il territorio dell’attuale Lombardia Occidentale

Dinosauro italiano del Giurassico, ecco i dati del "Saltriovenator"

Presentati a Palazzo Reale (Milano) i risultati di uno studio che mostrano quello che, ad oggi, è ritenuto essere il più antico dinosauro carnivoro di grandi dimensioni mai scoperto.

Si tratta del “Saltriovenator zanellai”, un ceratosauro vissuto circa 200 milioni di anni fa nell’era Giurassica, diffuso anche, come rivelano importanti ritrovamenti, nel territorio dell’attuale Lombardia.

Il rettile, il primo dinosauro “italiano” del Giurassico, appartiene ad una specie relativamente nuova negli studi paleontologici. Specie che anticipa di circa 25 milioni di anni la comparsa sulla Terra dei grandi dinosauri carnivori più conosciuti. Nonostante questa sua arcaicità, il “Saltriovenator” presentava delle dimensioni già decisamente importanti, dato che si parla di una lunghezza di 8 metri per un peso di circa una tonnellata. Il rettile, con un cranio di 80 centimetri, era dotato di importanti armi naturali. I denti lunghi e aguzzi e le tre dita artigliate, di cui erano fornite le possenti zampe anteriori, lo rendevano davvero temibile.

Il territorio di caccia del “Saltriovenator”, un predatore dall’andatura bipede, dovevano essere le fitte foreste che caratterizzavano nel Giurassico il territorio dell’attuale Lombardia occidentale.

A presentare il profilo del dinosauro italiano i paleontologi Cristiano Dal Sasso, Andrea Cau e Simone Maganuco, il cui intervento è riportato da “Il Giorno”.

“Sebbene frammentario, lo scheletro mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati.”, dice Dal Sasso, svelando che per identificare al meglio alcuni ritrovamenti ossei particolarmente frammentari ha avuto la necessità di recarsi negli Usa, così da fare un raffronto con esemplari più completi. “Non tutti i frammenti combaciano, ma molti sono adiacenti e ci permettono di ricostruire la forma di intere ossa. Per completare il puzzle abbiamo usato anche una stampante 3D”.

La prima attestazione di fossili riferibili al più antico dinosauro italiano risale al 1996, quando frammenti ossei furono ritrovati in una cava di Saltrio, Varese.

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