Le doppie "tt" di Schettino nascondono la verità sulla Concordia

La firma del comandante rivela la sua identità e il suo modo di agire nella notte tragica del 13 gennaio 2012

Le doppie "tt" di Schettino nascondono la verità sulla Concordia

Dalla firma del capitano Francesco Schettino, con lunghi prolungamenti in alto e in basso delle lettere iniziali, che spiccano sulle altre come forma e dimensione grafica, stanno a indicare un’immaginazione fervida e un’aggressività pulsionale non comune. L’oscurità che si nota nel gesto grafico, tanto da faticare a comprendere sia il nome sia il cognome, l’addossamento delle lettere e la scarsa leggibilità della firma, dove si riconoscono solo le doppie “tt” perché evidenziate dal trattino, mette in evidenza un latente miscuglio di comportamenti dove una piacevole comunicativa gli permette di gestire, anche se con ansia, la propria immagine sociale. Di solito si struttura la propria firma nel corso dell’adolescenza, quando il bisogno di autoaffermare sé stessi inizia a bussare alle porte e i modelli sociali rappresentano e forniscono aspirazioni per scelte future più o meno adeguate.

Tale sogno può preparare ad un inserimento positivo o a pretese fuori misura, inducendo il soggetto ad operare al di fuori delle sue attitudini o ponendo smisurata fiducia in noi stessi. E’ il casa di Francesco Schettino che non ha calcolato a sufficienza le proprie capacità di relazione, lasciandosi condizionare dal mondo delle emozioni che, se non controllate o non adeguatamente investite, possono creare disguidi. Nel suo caso, tale stato di cose ha interferito sulla principale capacità che dovrebbe avere un uomo posto al comando: spirito di gruppo, senso etico e capacità di assolvere con responsabilità i compiti a lui affidati. Se ciò vale in ogni professione, a maggior ragione per un comandante di una nave che deve gestire un gruppo di uomini facendo prevalere senso di responsabilità ed etica.

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