La droga non era di Morisi. La verità nella chat: "Ti portiamo anche G"

Dalla conversazione preliminare tra Luca Morisi e uno dei due escort rumeni emerge il dettaglio che lo scagiona sul Ghd

La droga dello stupro non era di Morisi. La verità nella chat: "Ti portiamo anche G"

Dallo scambio di battute tra Luca Morisi e il più grande dei due escort rumeni che si sono recati nell'abitazione dell'ex social media manager della Lega emerge una versione dei fatti nuova, che avvalora quanto detto fin dall'inizio da Morisi. Il Corriere della sera ha visionato il carteggio avvenuto poco dopo le 3 del mattino del 14 agosto ed è tra queste righe che si capisce che il Ghd, la cosiddetta droga dello stupro, non sia di Luca Morisi.

È lui a contattare il rumeno nell'app di incontri: "Ciao, ti ho visto sul sito, sto cercando per una nottata insieme sex & fun, stanotte o domattina. Ospito e ho anche divertimento. Vorrei stare varie ore. Se sei libero ne parliamo. Scusa orario". Alexander, questo il "nome d'arte" del ragazzo rumeno, risponde quasi in tempo reale: "Certo. Quanti anni hai? Dove ti trovi?". Morisi dice una piccola bugia sulla sua età, fornisce le indicazioni sulla sua posizione e l'altro replica, proponendo il suo amico per la serata: "Ho pure amico se vuoi, tutta la notte".

Morisi non accetta subito la presenza di un terzo uomo, ma poi cede e i due trovano l'accordo economico. Il rumeno vuole il bonifico immediato dell'anticipo della metà prima di partire, l'ex social media manager decide di fidarsi e si assicura che il suo interlocutore non lo stia prendendo in giro. "Per me è la prima volta. Importante è che state qua un bel po'", ha precisato Morisi. È a questo punto che il ragazzo rumeno menziona "G", che per gli investigatori è la droga dello stupro che è stata trovato nello zaino dell'altro ragazzo al momento dell'arrivo degli investigatori. "Poi ti portiamo anche G. Vedrai ti piacerà molto, ti assicuro", dice Alexander. Morisi risponde di avere "C", che per gli investigatori è la cocaina, poi effettivamente trovata nella casa di Belfiore.

Ma al termine dello scambio qualcosa va storto. "Oh... mi hai fatto solo 500! Ho detto 2.000 totale", si lamenta il rumeno. Morisi sostiene fosse quella la cifra pattuita ma Alexander non ci sta: "500 per le spese di viaggio, 1.500 per noi. Almeno 1.000 euro". E alla richiesta di sconto di Morisi il ragazzo non cede: "Già te l'ho fatto, caro. Sono le 4 del mattino. Dopo mandami anche la posizione con via e numero che partiamo subito. Intanto fai il bonifico". A quel punto erano ormai superate le 4.30 del mattino . I due ragazzi partono e Morisi conferma di aspettarli nella sua abitazione: "Dovreste arrivare a Belfiore per le 6.40".

Gli avvocati delle parti mantengono lo stretto riserbo sulle chat, tutti vogliono usarle per scagionare i propri assistiti. Luca Morisi e il più giovane dei due rumeni sono indagati per cessione di Ghd. Ma se il contenuto di questa chat venisse confermato, sarebbe Alexander a finire nel registro degli indagati. Sono ancora numerosi i punti sui quali fare luce, come conferma il procuratore di Verona, Angela Barbaglio: "Nulla è escluso finché non avremo finito".

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