E ora Miss Italia sbanda in "curvy"

Per la prima volta il concorso di bellezza prevede "quote rosa large". In finale 3 ragazze taglia 48

E ora Miss Italia sbanda in "curvy"

Miss Italia sbanda in «curvy» (stupido neologismo che sta per «curve», quelle delle donne con la ciccia che piace tanto a noi uomini).

Per l'edizione 2015, Patrizia Mirigliani (ogni anno sempre più magra e smaltata) ha lanciato sul sito la sezione #misentocurvy mettendo in gara (si vota cliccando) delle splendide ragazze «di peso»: le prime tre classificate parteciperanno al concorso ufficiale trasmesso in tv. È la conferma che, gira e rigira, a Miss Italia si scalda sempre la stessa minestra. Una brodaglia che la chef Mirigliani e l'aiuto cuoca Simona Ventura (quest'anno ad impiattare ci sarà pure Luxuria) cercano disperatamente di insaporire con spezie ormai scadute: dal peperoncino sul lato b (mostrarlo o non mostralo?) al coriandolo sul bikini (o è meglio il costume intero?) fino alla maggiorana di chi - ghiotto solo di avvenenza estetica - viene subito stoppato («No, le concorrenti devono avere anche il sale dell'intelligenza...»).

E allora vai con i quesiti di «cultura generale», del tipo: «Chi ha scoperto l'America?», «Cosa ti auguri per l'umanità?» (di solito, in questo caso, la risposta è «la pace nel mondo»), «Qual è la qualità che più apprezzi in Renzi?» (l'eventualità che di Matteo non si apprezzi una fava non è contemplata) e via sciocchezzando.

Ovviamente la colpa dello scempio non è delle ragazze, ma delle domande poste da quei «geni» della giuria (tra cui brilla, immancabilmente, il «celebre» stilista venezuelano, Guillermo Mariotto). Altro classico tema che non manca mai di balzare - più o meno pretestuosamente - sulla passerella di Jesolo, è la presunta «battaglia all'anoressia».

«Miss Italia non deve essere troppo magra», sentenzia la Mirigliani, salvo poi incoronare puntualmente una «reginetta» con la taglia di uno stuzzicadenti o, al massimo, di un cotton fioc. Almeno così è accaduto finora. Ora però la «dieta» sembra avere i bocconi contati e - almeno a dar retta ai proclami del manifesto «curvy» - potranno entrano in gioco anche le forme «morbide» e «burrose», taglia large . La nuova Miss Italia 2015 avrà queste caratteristiche? Sarebbe bello, ma non accadrà. Organizzatori e sponsor del concorso restano schiavi dell'equazione secondo cui bellezza uguale secchezza. Eppure le otto finaliste della categoria dimostrano con i loro corpi non stressati dalla bilancia, che il fascino femminile non è un dono che va a peso.

Dopo un rapido sondaggio redazionale, noi del Giornale abbiamo deciso di cliccare il fatidico «mi piace» in corrispondenza della foto di Chiara Lembo (Lazio), pettorale n.1, nata ad Agropoli (Salerno) il 24 gennaio 1997 e residente a Roma. La sua scheda è a prova di suocera: «Alta 1,77, occhi marroni e capelli castani. Si è diplomata un mese fa (maturità scientifica delle scienze applicate) e l'anno prossimo frequenterà la facoltà di ingegneria informatica».

Aspirazioni (oltre quella della «pace nel mondo» ndr)? «Formare una famiglia e trovare un lavoro mi piaccia realmente».

«Essere curvy – spiega Chiara – significa stare bene con il proprio corpo, amarsi e accettare i propri difetti affinché diventino pregi. Mi sento curvy al 100 per cento e indossare questa fascia significa uscire dagli standard della “donna manichino“ e rappresentare appieno tutte le donne VERE, ognuna con la propria responsabilità».

Il suo modello di donna curvy? «Elisa D'Ospina».

Se qualcuno sa chi è Elisa D'Ospina, ci mandi - cortesemente - una mail.

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