Quando un'automobile "abbatté" un caccia

Una Volkswagen Touran ha "abbattuto" un Mig-29 Fulcrum dell'Aeronautica ucraina. Come è possibile? Il pilota era ubriaco

Quando un'automobile "abbatté" un caccia

No, non si tratta di un errore di battitura, né di un improvviso, prorompente ingresso della Volkswagen nel campo aeronautico: solo di un ufficiale dell'aviazione ucraina che si è messo al volante della sua Touran, una generosa monovolume con lo châssis leggermente rialzato, e ha "abbattuto" un Mig-29 Fulcrum, caccia da superiorità aerea di 4ª generazione. Ovviamente il jet da combattimento era sulla pista.

A riportare la bizzarra notizia è stato lo stesso Comando centrale della Forza aerea ucraina, che ha annunciato pubblicamente i dettagli dell'incidente avvenuto lo scorso 10 marzo, quando il militare, in preda ai fumi dell'alcool, ha "virato" troppo presto o troppo tardi, centrando in pieno il post-bruciatore del Mig che veniva rimorchiato lungo la pista di rullaggio della base aerea di Vasylkiv, nell'Ucraina centrale. La base, secondo le informazioni reperibili online, ospita la 40° Brigata dell'aviazione tattica di cui faceva parte il Fulcrum abbattuto.

Per fortuna a bordo del Mig - cui sono stati inflitti ingenti danni - non c'era nessuno. Nessun pilota ha dovuto eiettarsi per scongiurare l'incendio. Mentre il conducente della monovolume, cui sono scoppiati tutti gli airbag quali uniche dotazione di sicurezza, ha riportato ferite lievi al volto e torace. Si trattava, secondo le fonti del comando, di un capitano dell'Aviazione ucraina di 47 anni, ora sottoposto a inchiesta penale. La Touran, comparsa in foto su Twitter, è decisamente da rottamare. Non è stato possibile dichiarare con certezza invece se i danni riportati dal Mig - che hanno riguardato anche l'ugello e la sezione anteriore - possano decretarne la perdita totale. Si pensi che il prezzo unitario di un velivolo (aggiornato) di questa tipologia, sviluppato ai tempi dell'Unione Sovietica e prodotto tuttora dalla Federazione Russa che lo esporta in numerosi Paesi, è di 29 milioni di dollari.

Secondo quanto riportato dalla rivista specializzata The Drive, che ha riportato l'intervista di un volontario che nel 2014 ha combattuto durante la crisi del Donbass, l'uomo avrebbe avrebbe ammesso, senza troppi giri di parole: "Il nostro primo nemico sono i separatisti e i mercenari russi, il secondo è l'alto comando ucraino, ma il terzo è l'alcol, è quasi impossibile combatterlo". Questo singolare incidente, che ha portato la perdita più che probabile di uno dei trentacinque caccia che rappresentano insieme ai Su-27 Flankers la spina dorsale, nonché la punta di diamante della Forza aerea ucraina, non fa confermarlo.

Il problema inoltre sembra essere lungi dall'essere prossimo a una risoluzione. Secondo il governo di Kiev infatti, gran parte del personale militare che è stato mobilitato dall'inizio della Crisi del Donbass - crisi non ancora sopita nonostante la quasi ufficiale annessione della Crimea da parte di Mosca - andrebbe iscritta nell'insieme degli "alcolisti e dei tossicodipendenti", nonché degli "idioti". I primi probabilmente hanno riscontrato dei disturbi post-traumatici da stress, che sovente vengono attenuati con l'abuso di queste sostanze, i secondi invece, spiacevole a dirsi, devono essere nati proprio così. Ma questo è un problema che riguarda tutto il mondo. Non è certo esclusiva dell'Ucraina.

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