Dopo il rinnovo automatico del congedo parentale straordinario e del bonus baby sitter, all’interno di quello che si può definire come il "pacchetto famiglia" nel decreto d’aprile per la Fase 2, arriva l’aiuto economico a favore delle collaboratrici domestiche, come governanti, colf e badanti.
Secondo quanto reso noto da Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro in quota Movimento 5 Stelle, si tratterà di un sussidio da 400 fino a 600 euro. Per averlo, secondo la titolare del dicastero di via Vittorio Veneto, servirà scaricare e compilare una domanda allegandovi un modulo di autocertificazione.
La "Fase 2" di chi ha un figlio: che cosa cambia dal 4 maggio"Per colf e badanti abbiamo pensato a uno strumento inedito che varia a seconda delle ore di lavoro prestate, più adatto della Cassa integrazione per queste lavoratrici e lavoratori che spesso hanno anche più di un datore di lavoro-famiglia", le parole della ministra pentastellata per informare i diretti interessati delle misure che il governo giallorosso sta prendendo per l’intero comparto delle collaborazioni domestiche.
Coronavirus e babysitter, colf, badanti: le risposte ai vostri dubbiSecondo quanto comunicato da Catalfo, ecco un esempio che può chiarire la questione. Se una colf/badante che da contratto lavora fino a 20 ore alla settimana subisce una riduzione delle ore di lavoro pari al 25% - quindi anziché lavorare, per esempio, le solite 20 ore, ne lavora 15 – ottiene un indennizzo economico pari a 400 euro al mese.
Per la colf/badante che invece da contratto lavora più di 20 ore alla settimana e subisce un taglio delle ore lavorative pari al 25% - dunque anziché 24, ne lavora 18 -, il "risarcimento" sale da 400 a 600 euro al mese.
Come ottenere il bonus? Per chi è interessato, presto detto: basterà scaricare e compilare una domanda, allegandovi un modulo di autocertificazione. Così, in pochi click e con poco inchiostro, dovrebbe filare tutto liscio e la platea di beneficiari dovrebbe – salvo intoppi e piattaforme e server in tilt – ricevere il buono.
Però, prima di chiudere, occore dire che bisogna considerazione anche tutto il mondo delle collaboratrici domestiche in nero: secondo le stime, infatti, in Italia ci sono circa due milioni di colf e badanti e neanche la metà - circa 850 mila - ha un contratto di lavoro regolare.
Questo significa che, così come in altri settori, il "nero" ricopre un ruolo spesso e volentieri da protagonista e che in queste settimane di emergenza sanitaria e crisi enomica, vista la pandemia di coronavirus, ha giocato ulteriormente a sfavore sia delle famiglie sia soprattutto delle colf e badanti stesse, in molti casi licenziate in tronco per tagliare le spese e/o per cessata necessità
