Coronavirus

"Rischiamo 236mila morti da qui a dicembre"

Fino a 236mila decessi entro dicembre se la campagna vaccinale subisse un brusco rallentamento: sono le "previsioni" nere dell'Oms per l'Europa durante una conferenza stampa a Copenaghen

"Rischiamo 236mila morti da qui a dicembre": l'allarme dell'Oms

Se non si correrà e continuerà con le vaccinazioni, l'Europa rischia una severa ondata di morti entro il prossimo dicembre. Le previsioni sono state date dal direttore dell'Oms in Europa, Hans Kluge, citando proiezioni considerate "affidabili".

Cosa "prevede" l'Oms

In conferenza stampa, Kluge ha stimato fino a 236mila decessi a causa del Covid nei prossimi tre mesi "se si considera che il numero dei decessi é aumentato dell'11% in una settimana". La motivazione è presto detta: il Covid non è diventato né più cattivo né più contagioso rispetto alla variante Delta. Il problema risiede nella campagna vaccinale che è rallentata enormente. Il direttore dell'Oms ha sottolineato come il dato sull'aumento dei morti sia "molto preoccupante" tra le categorie ritenute più a rischio in alcuni Paesi del continente.

Il timore legato ai contagi

La crescita dei contagi é dovuta principalmente alla rapida diffusione della variante Delta, all'allentamento delle restrizioni e all'aumento numero dei viaggi e degli spostamenti compiuti durante i mesi estivi. "Dobbiamo essere fermi e risoluti nel mantenere attive le varie misure di protezione, tra cui la campagna d'immunizzazione e l'uso delle mascherine. I vaccini sono il modo più efficace per avviare le riaperture e stabilizzare le economie", ha affemrato Kluge. Attenzione, si tratta di stime che spesso e volentieri (per fortuna), sono disattese: in Italia, per esempio, nononostante una fetta di popolazione debba ancora essere vaccinata, i decessi sono sotto controllo e i più giovani continuano a mettersi in sicurezza. E poi, il Green pass è un ottimo metodo per convincere gli scettici del vaccino. L'Oms ha proiettato lo scenario peggiore possibile se la campagna vaccinale rallentasse ancora di più dicendosi "gravemente preoccupata" per la "stagnazione del tasso di vaccinazione anti-Covid in Europa".

"Cruciale accettare i vaccini"

Kluge ha sottolineato come, a causa dell'allentamento delle misure di salute pubblica e sociali in molti luoghi, "l'accettazione della vaccinazione da parte del pubblico è cruciale" per frenare virus e morti. "Lo scetticismo sui vaccini e la negazione della scienza ci impediscono di stabilizzare questa crisi. Non serve a nulla e non fa bene a nessuno", riporta la Reuters. L'avvertimento arriva contemporaneamente all'esortazione, anche da parte dell'Unicef, di vaccinare principalmente il mondo scolastico così da poter rimanere aperto durante tutto il periodo invernale. "Questo è di fondamentale importanza per l'educazione dei bambini, la salute mentale e le abilità sociali, perché le scuole aiutino i nostri figli a essere membri felici e produttivi della società", ha continuato Kluge.

L'importanza del vaccino nelle scuole

Oms ed Unicef, in una nota congiunta, hanno affermato che insegnanti e personale scolastico dovrebbero rientrare tra le categorie prioritarie per ricevere le due dosi del vaccino contro il Covid garantendo, sempre e comunque, la vaccinazione alle persone più vulnerabili della società. Infine, c'è l'esortazione a vaccinare i bambini di età superiore ai 12 anni per impedire che la variante Delta possa destare preoccupazioni. L'Organizzazone ha anche ricordato l'importanza delle misure per migliorare l'ambiente scolastico durante la pandemia, tra cui una migliore ventilazione, classi più piccole, distanziamento sociale e regolari test Covid per bambini e personale.

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