"Ecco come hanno fatto morire Alfie Evans"

Alfie Evans è morto dopo aver resistito per più di un giorno dopo il distacco della ventilazione. I dettagli sulle ultime ore non sono ancora stati resi noti. Ecco alcuni presunti particolari

La morte del piccolo Alfie Evans continua a far discutere. Da quando il bambino ha esalato il suo ultimo respiro, si rincorrono voci riguardanti le ultime ore di vita del figlio di Thomas e Kate Evans. Specie sui social network. Tutte, ovviamente, da verificare.

I genitori non hanno più rilasciato dichiarazioni alla stampa. In molti vorrebbero sapere qualcosa di più. Il padre si è limitato ad annunciare la morte del bambino scrivendo uno stato su Facebook: "Il mio gladiatore ha posato lo scudo e ha spiccato il volo alle 2.30". "Ho il cuore spezzato. Ti amo, bimbo mio", ha aggiunto. Stessa cosa ha fatto la madre Kate, che sulla pagina dei sostenitori di Alfie ha scritto:"Il nostro bambino ha spiccato il volo alle 2,30 di stanotte. I nostri cuori sono spezzati". "Grazie a tutti per il vostro sostegno". Qualcuno si aspetta che i due genitori tornino a parlare di quanto accaduto negli ultimi giorni.

Ma com'è morto il "baby gladiatore"? Nel caso di Charlie Gard, i dettagli vennero raccontati dalla madre Connie Yates. Secondo quanto dichiarato al Daily Mail, il piccolo Charlie sarebbe morto dodici minuti dopo il distacco dei macchinari. Alfie Evans, invece, ha resistito per parecchio tempo pur non avendo più a disposizione la ventilazione. Un dettaglio che sembrerebbe alimentare qualche dubbio in più sulla terminalità dello stato di salute del bambino. Quanto sarebbe vissuto il piccolo se non gli fossero stati staccati i macchinari? Una domanda che, con ogni probabilità, resterà senza risposta. Alfie, come i lettori ricorderanno, era affetto da una malattia neurodegenerativa non diagnosticata con precisione.

"Alfie - si trova scritto su La Nuova Bussola Quotidiana - una volta rimossa la ventilazione ha subito un trattamento tremendo". E ancora: "Essendo che i suoi polmoni erano abituati a dilatarsi meccanicamente, i medici avrebbero dovuto "svezzarlo" per non provocarne la morte immediata. Cosa che comunque non si è verificata anche se dopo lo stop delle macchine il piccolo aveva contratto un'infezione polmonare". Nel sommario dell'articolo della giornalista Benedetta Frigerio, si legge che "Alfie ha retto la rimozione dei sostegni vitali, ma l'Alder Hey ha negato l'ossigeno portato poi al piccolo senza autorizzazione". E che:"Il piccolo non è stato alimentato per 36 ore e l'infezione al polmone non è stata curata ma era comunque stabile, tanto che Thomas era convinto di avere quasi un piede fuori dall'ospedale che ha negoziato il silenzio della stampa in cambio di più apporti vitali. Poco prima della morte al piccolo sono stati somministrati dei farmaci".

Thomas Evans, in effetti, si era presentato davanti ai giornalisti, facendo un'ultima dichiarazione pubblica. La sensazione era che la famiglia si fosse accordata con l'Alder Hey Hospital per far sì che il bambino venisse trasferito non in Italia, come avrebbero voluto, ma a casa sua. La vita di Alfie si è interrotta prima che questa ipotesi, solo sussurrata, prendesse corpo. Una storia, quella di Alfie, che è arrivata a coinvolgere anche i massimi vertici delle istituzioni italiane.

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