Ecco i tre giorni che cambieranno l'estate (e le ferie)

Calcetto dal 25 giugno e discoteche dal 14 luglio. Riaprono anche cinema e teatri. Le scadenze dell’ultimo Dpcm

In tre giorni cambierà la nostra estate e, probabilmente, le nostre vacanze. Tenete bene a mente queste tre date: 15 giugno, 25 giugno e 14 luglio. Sono le scadenze fissate dal nuovo provvedimento. Ebbene sì, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già firmato il DPCM che riporterà l’Italia a una vita quasi normale, lontana ormai dal periodo dell’emergenza coronavirus, autorizzando la ripresa di ulteriori attività.

I soggetti che avranno una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi dovranno chiudersi in casa e chiamare subito il proprio medico di base. Tutti dovremo mantenere sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone nei parchi, nelle ville e nei giardini pubblici. Ovviamente permane il divieto assoluto di creare assembramenti. Ma torniamo alle tre date fatidiche.

Le tre fatidiche date:

Si parte con il 15 giugno. Da oggi infatti potranno disputarsi, a porte chiuse, competizioni sportive ed eventi purché riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Comitato paralimpico e dalle rispettive federazioni. Teatri, cinema e concerti sono pronti a ripartire, sia in luoghi chiusi che aperti. I posti a sedere devono essere lontani l’uno dall’altro di almeno un metro. Gli spettacoli che riapriranno le porte al pubblico potranno ospitare 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Dove possibile si potrà anche sciare, a patto che la curva epidemiologica lo consenta.

Per quanto riguarda le manifestazioni in piazza sono consentite, ma in forma statica e sempre osservando le misure di contenimento. Riaprono i battenti anche le sale giochi, scommesse e sale bingo. Le Regioni e le Province autonome devono però preventivamente aver “accertato la compatibilitá dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori” e che le strutture possano applicare e far rispettare le norme di sicurezza richieste.

Un occhio sempre alla curva epidemiologica

Seconda data importante è il 25 giugno, giorno in cui ritorneranno anche gli sport di contatto. Non in tutta Italia però: solo in quelle Regioni e Province autonome dove è stata accertata la compatibilità della pratica sportiva in questione con l’andamento della curva epidemiologica del territorio. Questa scelta verrà presa in accordo con i ministeri della Salute e dello Sport.

Ultima data da segnare in agenda quella del 14 luglio. Che in questo caso non ha nulla a che vedere con la festa nazionale della Francia, bensì con le discoteche. Da questo giorno infatti potranno riaprire, oltre alle discoteche, anche le sale da ballo, sia all’aperto che al chiuso, le fiere e i congressi. Anche in questo caso saranno le Regioni a decidere una eventuale riapertura anticipata, tenendo però sempre d’occhio l’andamento della curva epidemiologica.


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Commenti

cgf

Ven, 12/06/2020 - 15:10

a me fanno molta più paura i sette giorni di Villa Pamphilj, prima doveva essere tutto aperto, ora hanno già confermato che sarà tutto secretato e blindato, una specie di Club Bilderberg de noialtri. Non oso pensare cosa possa saltare fuori! Ha ragione Porro quando dice che è evidente che ci troviamo davanti alla situazione di quel manager scarso che, davanti ad un problema, convoca una riunione, per condividere la crisi e non per affrontarla. E noi si paga!

Santorredisantarosa

Ven, 12/06/2020 - 15:26

CI MANCA SOLO PETER VAN WOOD HO GIOCATO 3 NUMERI AL LOTTO. GIOCHIAMO E VINCIAMO

amicomuffo

Ven, 12/06/2020 - 15:29

cgf concordo con lei...e le dirò, io l'ho vissuto sulla mia pelle nel piccolo questa delle riunioni inconclusive. I miei superiori convocavano riunioni su riunioni tra loro... com'è finita? La ditta è fallita e tutti a casa!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Ven, 12/06/2020 - 15:50

@cgf - hai ragione-

ste2479

Ven, 12/06/2020 - 16:10

folle aver rimandato l'apertura delle discoteche di un altro mese, quando, a parte la lombardia, i contagi giornalieri nel resto d'italia ormai si contano sulle dita di una mano. così faranno morire definitivamente le attività e metteranno al lastrico le circa 100mila persone che ci lavorano. Spero che qualche presidente di regione (che si è dimostrato molto più saggio di quelli al governo (vedi bonaccini anche se è del PD) ci ripensi e permetta le aperture anticipate.

agosvac

Ven, 12/06/2020 - 17:16

Non capisco questa regola che chi ha 37,5 di temperatura corporea si deve chiudere a casa. Capirei un 38,5 o, meglio, un 39. 37,5 ce l'ha un bambino col raffreddore!!!

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Sab, 13/06/2020 - 11:07

e i tribunali quando aprono? hanno aperto le carceri...