Ecco l’identikit dei nuovi contagiati

I nuovi contagiati e quelli ricoverati in terapia intensiva sono più giovani rispetto ai soggetti colpiti nella prima fase dell’emergenza sanitaria. Attualmente i malati vengono anche colpiti da una patologia meno grave

L’emergenza sanitaria legata al coronavirus oggi è ben diversa da quella che si è verificata in Italia tra marzo ed aprile. Vi è un motivo ben preciso che può spiegare tale differenza. I soggetti attualmente colpiti dalla malattia, e anche quelli in rianimazione, sono più giovani rispetto alle persone contagiate in quella che può essere definita "prima fase". I pazienti, di conseguenza, hanno raramente altri problemi di salute, così per loro affrontare e superare Covid risulta meno rischioso. Non di meno, i contagiati vengono anche colpiti da una patologia meno grave.

La differenza di età, quindi, ha la sua importanza. L'identikit dei ricoverati nelle terapie intensive a causa del coronavirus indica come sia cambiata l'epidemiologia della malattia in questo autunno. Ma vi è anche un altro motivo che spiega il perché della differenza tra il periodo attuale e quello che si è verificato nel bimestre da incubo: il sistema sanitario ora è in grado di intercettare la malattia prima e di trattarla meglio rispetto a marzo-aprile.

Come spiega Repubblica, i primari delle rianimazioni stanno prestando attenzione per quanto sta accadendo in questo difficile inizio d’autunno e lavorano per salvare i pazienti critici. Allo stesso tempo, però, guardano con preoccupazione al futuro perché temono un aumento della curva dei ricoveri. In tutta Italia, a disposizione di tutti i pazienti (non solo per quelli colpiti dal Covid) ci sono 6.628 posti letto. Numeri che possono crescere raggiungendo quasi 10mila se le Regioni accetteranno tutte le forniture del commissario straordinario Domenico Arcuri.

La città di Lecco può essere presa d’esempio per raccontare gli sviluppi dell’emergenza sanitaria. La località non è stata tra le province lombarde più colpite nella prima fase ma si è mossa in tempo creando 60 posti letto in rianimazione anche per curare pazienti in arrivo da altre zone della Regione. Il primario Mario Tavola dichiara che adesso i ricoverati sono 10 ma "vedevamo soprattutto anziani, adesso il più giovane ha 45 anni e il più vecchio. Sì, adesso seguiamo persone più giovani che per questo motivo hanno un rischio di mortalità più basso, anche se sviluppano una malattia comunque importante. In 6 sono intubati". Tavola ammette di aspettarsi un aumento dei casi nelle prossime settimane. "Siamo pronti ad aprire nuovi letti di intensiva, i respiratori ci sono. Il problema semmai sono le risorse umane. È difficilissimo trovare rianimatori e per formare un collega che non ha quella specializzazione ci vogliono sei mesi".

Sul tema dell'identikit dei nuovi contagiati si è espresso anche il primario della rianimazione Covid del Santa Chiara di Pisa, Paolo Malacarne. "Vedo pazienti più giovani, mediamente meno gravi anche se qualcuno è in condizioni più critiche. Una volta qui non arrivavano nemmeno i sessantenni ma persone più anziane. Adesso invece ne ho ricoverati due e abbiamo assistito anche cinquantenni", ha spiegato Malacarne. Quest’ultimo fornisce un elemento che spiega ulteriormente l’evolversi della situazione. "Le immagini delle tac ai polmoni- ha sottolineato- sono simili a quelle di marzo ma visto che spesso le persone colpite sono più sane, hanno maggiori probabilità di farcela". A preoccupare resta la rapida crescita della curva pandemica. "Se non si arresta aumenteranno i positivi e vedremo più persone", ha dichiarato Massimo Antonelli, primario dell'anestesia del Gemelli e membro del Cts della Protezione Civile. Secondo lo stesso Antonelli vi è una differenza importante in questa fase, rispetto alla prima: "Adesso i positivi sono individuati e trattati prima. Per questo vediamo anche casi meno gravi. Però ci sono anche pazienti le cui condizioni precipitano in poco tempo".

Sergio Livigni, che dirige la rianimazione del San Giovanni Bosco di Torino e fa parte della unità di crisi del Piemonte, concorda sul fatto che l’età media dei ricoverati si è abbassata. "Rispetto alla prima fase, adesso abbiamo anche le patologie diverse dal Covid, cosa giusta ma che rende la situazione più complessa. Se poi i colpiti dal coronavirus aumenteranno chiederemo più spazi". Fiorentino Fraganza, primario del Cotugno di Napoli, spiega che la rianimazione è piena da giorni. "Ci sono anziani che già soffrivano di più patologie, magari con un'insufficienza renale, ma anche due cinquantenni. Ora intercettiamo prima i pazienti e abbiamo un approccio terapeutico più efficace. Così la mortalità è più bassa".

L’identikit dei nuovi contagiati è cambiato anche al Gemelli di Roma. Qui, infatti, sono ricoverate persone più giovani rispetto a marzo-aprile. Un trend che riguarda sostanzialmente tutta Italia ma che non può rassicurare. Anche perché non si può escludere che in futuro i soggetti più colpiti possano ritornare ad essere gli over 65.

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Commenti

manson

Mer, 21/10/2020 - 11:43

ma se con a dire di non andare in ospedale ma di chiamare e attendere che qualcuno venga a vederti. stanno cercando di scaricare la responsabilità sui medici di base e la gente è già abbanodnata in casa. nel frattempo infarti e ictus sono più mortali perchè la gente non va in ospedale. belloschifo ringraziamo chi non ha effettuato controlli sui luoghi di lavoro, i movidari, i viaggiatori, i clandestini, e soprattutto chi non ha vigilato per far incassare le attività e farsi pagare le tasse.

agosvac

Mer, 21/10/2020 - 13:11

Come al solito si fanno constatazioni, ma nessuno si chiede o conosce il perché. Voglio dire: se questo virus ora infetta persone più giovani ci dovrebbe essere un perché. Invece si dice che si interviene prima e quindi si può curare meglio la gente, cosa indubbiamente vera ma che, in fondo non ci dice niente. Si cura meglio perché ci sono farmaci più efficaci oppure perché i contagiati essendo più giovani sono più sensibili alle cure? Oppure questo virus si è ulteriormente modificato? In questo ultimo caso che fine faranno i vaccini studiati solo per il virus di prima generazione???

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 21/10/2020 - 14:33

...fate il piacere di segnalare NON SOLO i ricoverati giornalmente nelle "terapie intensive",ma ANCHE quelli dimessi?....Tanto per....

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 21/10/2020 - 15:21

@Zagovian Il numero che viene dato giornalmente, da tutti, non è quello degli ingressi in Terapia Intensiva ma la differenza tra quanti ne entrano e quanti ne escono, o perché migliorati o perché passati a miglior vita. Considerato che chi muore, nella quasi totalità dei casi, oggi lo fa in una TI in cui hanno provato fino all'ultimo a riprenderelo, il nuemro di nuovi ricoveri giornalieri può stimarselo sommando al delta qualcosa meno del numero di persone che ci hanno lasciato. Il numero di coloro che vengono dimessi dalle TI non so a cosa le serva dato che chi esce da giorni di TI non se ne va di certo a casa ma resta ricoverato, poi ci sono i casi di chi si riaggrava e ci rientra in TI

oracolodidelfo

Mer, 21/10/2020 - 18:10

Comunicare il numero dei contagiati non basta. Bisognerebbe ci dicessero dove si presume si siano contagiati: a scuola? Sui mezzi di trasporto e quali si prendono abitualmente? Sui luoghi di lavoro? Quali? Uffici, fabbriche, supermercati? Piscine, palestre? ecc. Ciò consentirebbe di correggere il tiro e di spezzare la catena del contagio con più successo. Meglio chiudere, "coprifuocare" e limitare immotivatamente ed alla casualona, vero?