Editoria, Verdelli non è più il direttore di "Repubblica"

Oggi il cda del gruppo editoriale Gedi comunicherà il nome del nuovo direttore di Repubblica. In pole ci sarebbe Maurizio Molinari

Editoria, Verdelli non è più il direttore di "Repubblica"

In modo inaspettato La Repubblica e Carlo Verdelli si dicono addio. L’attuale direttore del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha comunicato al Cdr di aver appreso stamane che la proprietà aveva deciso la risoluzione del rapporto.

È stato lo stesso Cdr del giornale in una nota a rendere pubblica la notizia. "Non essendo possibile vedersi in assemblea per evidenti ragioni legate all'emergenza coronavirus, è convocata ad horas una riunione da remoto con tutti i fiduciari dei settori e delle redazioni locali", si aggiunge nel documento. Il tutto avviene alla vigilia del cda del gruppo editoriale Gedi, controllato dalla famiglia Elkann.

Questa importante novità nel mondo dell’informazione apre ad un valzer di nuove nomine. Secondo fonti qualificate, Maurizio Molinari si appresta ad assumere la carica di direttore di Repubblica, in sostituzione di Carlo Verdelli. Molinari, che oggi dirige La Stampa, sarebbe a sua volta sostituito alla guida della testata torinese da Massimo Giannini, attuale vicedirettore di Repubblica. Sia la Stampa che Repubblica fanno parte del gruppo editoriale Gedi.

In questi giorni, attraverso #iostoconverdelli, Verdelli aveva incassato la solidarietà di politici e giornalisti per le minacce di morte ricevute sui social nei giorni scorsi. "Ancora minacce di morte a Carlo Verdelli, già costretto a una vita sotto scorta. Come ormai accade da mesi, l'odio contro il direttore e i giornalisti di Repubblica viaggia sui social network, veicolato da account anonimi. L'ennesimo episodio è purtroppo solo l'ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie cominciata con minacce e intimidazioni provenienti da gruppi di estrema destra. Al direttore, al Cdr e a tutta le redazione va la solidarietà della Federazione nazionale della Stampa italiana. Ma gli attestati di vicinanza non bastano". È quanto avevano affermato in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

"E' necessario - avevano aggiunto- che il ministero dell'Interno si attivi per risalire agli esecutori e ricostruire la linea dei mandanti delle intimidazioni a Verdelli, che sono attacchi alla libertà del giornale che dirige e alla libertà di informazione nel nostro Paese. La Fnsi ha chiesto di convocare una riunione tematica dell'Osservatorio per la sicurezza dei giornalisti istituito al Viminale per mettere a punto misure per arginare le minacce ai cronisti provenienti da gruppi di ispirazione nazifascista".