Educazione gender in Rai, Foa: "Valutiamo se estendere fasce protette"

Il presidente della Rai interviene sul caso della transessuale ospite di Vieni da Me: "È importante che la Rai tenga conto di ogni sensibilità presente nel Paese, con equilibrio". Esulta Pro Vita&Famiglia: "Vittoria del buon senso"

"È importante che la Rai tenga conto di ogni sensibilità presente nel Paese, con equilibrio". La bacchettata a Caterina Balivo arriva dal presidente Marcello Foa. Pietra dello scandalo è l’intervista ad una poetessa trans andata in onda venerdì pomeriggio sul primo canale della tv di Stato. Giovanna Vivinetto, ospite di Vieni da Me, programma condotto dalla bella conduttrice di origini partenopee, ha raccontato al pubblico a casa il suo percorso di "transizione sessuale". Niente da dire se non fosse che la testimonianza è andata in onda alle 15.30 del pomeriggio, mentre milioni di bambini italiani rinchiusi dal coronavirus nelle loro abitazioni erano probabilmente incollati davanti al piccolo schermo. Forse sintonizzati sulla trasmissione della Balivo, che affrontava temi sicuramente non adatti ai più piccoli.

"Disforia di genere, transessualità non sono argomenti che si possono trattare in fascia protetta", aveva protestato la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli, chiedendo a viale Mazzini di multare la trasmissione. D’accordo con lei anche il collega Lucio Malan: "Inaccettabile che una trasmissione della Rai di solito garbata e adatta alle famiglie tratti per venti minuti del cambiamento di sesso, con toni sostanzialmente celebrativi". "Il servizio pubblico – aveva detto il senatore azzurro - deve evitare di affrontare argomenti così controversi, in modo totalmente acritico e contrario alla sensibilità di tanti italiani, e in fascia protetta".

Sulla questione era intervenuto anche il presidente della Commissione di vigilanza Rai, Alberto Barachini, che ha chiesto all’azienda "massima attenzione alla programmazione informativa, necessaria nell'attuale emergenza nazionale, ma anche ai contenuti e ai palinsesti dei canali generalisti", anche prevedendo l’estensione delle "tutele previste per le fasce protette". Su questo, ha assicurato Foa, i vertici di viale Mazzini avvieranno una "doverosa riflessione". "La Rai è impegnata in questo difficile momento per il Paese a garantire più informazione e intrattenere una platea di pubblico la cui composizione è stata trasformata dalle regole sull'emergenza – ha fatto sapere il presidente della Rai - l'intervista in una fase complessa di rivoluzione dei palinsesti, affrontava un tema delicato e impegnativo, come dimostrano le diverse reazioni provenienti dal mondo politico".

"Tecnicamente non era in fascia protetta ma comunque – ha ammesso - in un orario di ampio ascolto di minori, in giorni in cui tutti devono stare a casa". Un plauso alle parole di Foa è arrivato dalla Onlus Pro Vita & Famiglia: "È la vittoria del buon senso, l’indignazione sollevata da più voci ha ottenuto che i palinsesti ideologici e non adatti ai bambini da adesso in poi vengano tolti dalle fasce protette". "L'intervista nel primo pomeriggio andata in onda sul tema della disforia di genere e della transessualità, in un momento tanto delicato per il nostro Paese, è stata una coltellata alle spalle alle tante famiglie italiane che in questi giorni con i loro bambini sono davanti alla tv per passare qualche ora di svago oltre che di informazione", denunciano il presidente Toni Brandi e il suo vice, Jacopo Coghe, tra gli organizzatori del Congresso di Verona.

Chiede di evitare polemiche, invece, Vladimir Luxuria. "Non è certo la prima volta che si parla del cambiamento di sesso in tv, ma quale propaganda", ha detto l’ex parlamentare e attivista per i diritti gay intervistata dall'Adnkronos.

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