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Egonu, ragazza normale che schiaccia l'ipocrisia

Il "non coming out" della pallavolista

Egonu, ragazza normale che schiaccia l'ipocrisia

Paola Egonu è una campionessa. Vera. La pallavolo italiana e quella mondiale l'hanno celebrata in Giappone, la medaglia d'argento della nazionale azzurra è un premio che va oltre il podio. Paola Egonu ha ottenuto il riconoscimento come migliore opposto del mondo con trecentoventiquattro punti, record per il torneo. Paola è opposto di ruolo, sarebbe il terminale offensivo principale della squadra, a volte viene chiamato fuorimano o contromano. La Egonu va contromano per la sua normalità, tipica dei fuoriclasse che rendono ordinario ciò che per gli e le altre è fuori da ogni logica e previsione.

Paola ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera raccontandosi e raccontando la favola che a diciannove anni sta vivendo come una matura professionista. Già, durante il torneo mondiale giapponese, aveva rispedito al mittente la solita bega del colore della pelle e della nazionale multietnica, cosa che viene dimenticata o ignorata in altre discipline ma che, puntualmente, qualche maghetto dall'anima candida, si fa per dire, estrae dal cilindro delle sciocchezze. Abbiamo vinto mondiali di calcio con giocatori non propriamente italiani ma spacciati per tali come oriundi, dai favolosi anni Trenta, quella del regime, fino all'era contemporanea. La Patria era salva.

Paola è italiana di cuore e di testa, di pelle voglio aggiungere io. E l'ultima sua confessione, candida questa sì, riferisce della sua omosessualità, un colpo di scena per chi ha bisogno di cercare la notizia nelle caverne. Ha parlato della sua fidanzata, sostantivo in via di estinzione sostituito da compagno/a, la stessa ragazza che l'ha consolata dopo la sconfitta in finale, la stessa che ha provato ad asciugare quelle lacrime di rabbia e di delusione ricordandole che non soltanto le vittorie portano esperienza e gioia ma che le sconfitte in campo si trasformano in lezioni per la vita, aiutano a crescere, a riflettere, a capire, a riprendere. Così, naturalmente, con la stessa semplicità con la quale ha battuto e abbattuto avversarie fortissime, una schiacciata dietro l'altra, continuando a vivere in questa jungla di ipocriti e sepolcri imbiancati. La sua omosessualità non è una notizia, semmai è una notizia il candore sincero e normale con il quale ne ha parlato, senza farne un manifesto, senza sbandierare la propaganda, restando, in questo, una ragazza di paese, di Cittadella e una donna d'Italia. Questa è la sua medaglia d'oro, il resto è fuffa.

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