Elba, nigeriana stuprata un'intera notte per "saldare" un debito

Arrivata sull'isola per trovare lavoro, la 25enne si era affidata al connazionale convinta che volesse aiutarla. Deciso a riavere subito indietro il denaro anticipato, l'aguzzino ha violentato la giovane per tutta la notte

Orrore all'isola d'Elba, dove una giovane donna straniera è stata pestata e violentata da un connazionale che inizialmente si era offerto di aiutarla. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la vittima, una 25enne nigeriana, aveva raggiunto il comune di Portoferraio lo scorso 17 settembre. In cerca di lavoro, si era affidata al suo aguzzino, convinta che si trattasse di una persona degna di fiducia. A poche ore dal suo arrivo sull'isola, tuttavia, è cominciato l'incubo.

Il connazionale, infatti, le aveva prestato 30 euro per il viaggio ed era intenzionato a riavere indietro il denaro, in un modo oppure in un altro.

Dopo aver trascorso la serata con lui ed un altro nigeriano di 47 anni, la giovane è stata trascinata dal primo in un edificio abbandonato della zona portuale, dove è avvenuta la violenza. Dal momento che la 25enne non poteva restituire i soldi anticipati, il suo aguzzino ha preteso di avere dei rapporti sessuali al posto del denaro. Di fronte al rifiuto della vittima, si è avventato su di lei riempiendola di calci, schiaffi e pugni, fino a costringerla a subìre uno stupro. Le lacrime della donna, che aveva anche detto di avere dei seri problemi di salute, non hanno minimamente scalfito il nigeriano, che ha continuato a violentarla per tutta la notte, tenendola chiusa in una stanza. Soltanto il giorno dopo alla 25enne è stato concesso di telefonare a un'amica, residente in Lussemburgo, che le ha inviato il denaro per saldare il debito.

Tornata finalmente libera, la giovane ha chiesto aiuto all'altro nigeriano, che si è offerto di accompagnarla alla più vicina caserma dei carabinieri. Peccato che, come riportato da "Quinewselba.it", il 47enne abbia deciso di tradirla una volta di fronte agli uomini in divisa.

Facendo da interprete alla 25enne, lo straniero ha riferito un'altra storia ai militari, arrivando addirittura ad indicare un luogo diverso rispetto a quello dove si era realmente svolta la violenza. La giovane, in ogni caso, è stata immediatamente assistita ed accompagnata in pronto soccorso, dove si è subito attivato il protocollo previsto per le vittime di violenza.

Quanto al racconto del 47enne, i carabinieri hanno presto compreso che l'uomo aveva fornito loro delle informazioni mendaci, motivo per cui è subito scattata una denuncia per favoreggiamento.

Dopo aver interrogato la vittima con l'ausilio di un altro interprete, gli uomini dell'Arma sono infine arrivati all'ex palazzo Coppedè, teatro degli stupri, dove sono state trovate prove a sufficienza per incastrare il responsabile. Quest'ultimo, il 30enne nigeriano T.J., è stato quindi rintracciato e tratto in arresto con l'accusa di violenza sessuale. Il soggetto, un senza fissa dimora, si trova ora dietro le sbarre del carcere di Livorno, in attesa di giudizio.

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