Quelle macchie di sangue trovate in casa: ecco dove è stata uccisa Elena Del Pozzo

Le indagini confermano che la piccola Elena non è stata uccisa in casa. Le macchie di sangue ritrovate nell'appartamento di Martina Patti sono "da riporto". La donna è sorvegliata in carcere

Quelle tracce di sangue trovate in casa: ecco dove Martina Patti ha ucciso la figlia Elena

Le macchie di sangue ritrovate nell'appartamento di Martina Patti, a Mascalucia, sono "da riporto". Le indagini condotte dai carabinieri, e le risultanze investigative dei Ris, escludono l'ipotesi che la piccola Elena sia stata uccisa in casa. Intanto la 23enne, che ha confessato l'omicidio della figlioletta, è piantonata dalla polizia penitenziaria all'esterno della cella nel carcere di Piazza Lanza, a Catania, dove è reclusa dallo scorso giovedì. "Non è serena", ha assicurato l'avvocato Gabriele Celesti alla stampa, difensore della giovane.

Le tracce di sangue

Ieri, per più di sei ore i Ris hanno passato al setaccio l'appartamento di Martina Patti nel tentativo di trovare elementi utili a definire e dettagliare la dinamica del delitto. All'interno della casa di Mascalucia, dove la 23enne viveva con la figlioletta, e sui vestiti della giovane, sono state rinvenute alcune tracce di sangue. Gli esiti degli accertamenti hanno accertato che si tratterebbe di "sangue da riporto". Una circostanza che, di fatto, avvalora la versione fornita dalla donna (quella di aver ucciso la figlia in un campo distante circa 600 metri dall'abitazione) ed esclude l'ipotesi di un eventuale complice. "Dagli ultimi e più recenti esiti degli accertamenti dei Ris - ha precisato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro - si può con certezza escludere che l'omicidio sia avvenuto a casa, dove le tracce rinvenute sono da riporto".

L'arma del delitto

Elena è stata uccisa con ben 11 coltellate. L'autopsia ha confermato che la bimba è stata colpita più volte, in diversi punti del corpo, anche se solo un fendente sarebbe stato letale. "Una coltellata ha reciso i vasi arteriosi dell'arteria succlavia, ma la morte non è stata immediata - aveva precisato il procuratore di Catania, Carmelo Zaccaro, riguardo all'esito dell'autopsia -Il decesso è intervenuto dopo più di un'ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13". L'arma del delitto non è stata ancora ritrovata. Le ferite riscontrate sul corpo della bimba sono verosimilmente compatibili con un coltello da cucina.

"Non è serena"

Intanto Martina Patti è piantonata a vista nel carcere di Piazza Lanza. Gli inquirenti temono che la donna, che ha ammesso le proprie responsabilità durante l'interrogatorio di convalida del fermo, possa compiere qualche gesto autolesionistico. "Il decesso è intervenuto dopo più di un'ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13", ha assicurato il difensore della 23enne, Gabriele Celesti, alla stampa. Fatto sta che ci sono ancora molti punti oscuri e lacune nella versione fornita dalla giovane madre. Troppi "non ricordo" che, secondo la procura, sembrano "pretestuosi".

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