Ora è allarme coronavirus: il governo ha dichiarato stato d'emergenza

Il Cdm ha dichiarato lo stato di emergenza per l'epidemia da coronavirus. I passi normativi per gestire un'emergenza nazionale

Ora è allarme coronavirus: il governo ha dichiarato stato d'emergenza

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza, in conseguenza del rischio sanitario connesso al possibile contagio del coronavirus.

Questa mattina alle 10.00 era iniziata la riunione del Consiglio dei ministri. A Palazzo Chigi si doveva decidere se dichiarare lo stato di emergenza per il rischio di contagio da coronavirus. All'ordine del giorno del Cdm, infatti, c'era la "dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili". Per affrontare l'emergenza sono stati stanziati 5 milioni di euro.

Rimangono, infatti, confermati i due casi di infezione da coronavirus "che riguardano due turisti cinesi arrivati da pochi giorni in Italia". Per affrontare l'allarme, l'Italia ha chiuso il traffico aereo con la Cina: "Siamo il primo paese dell'Unione europea che adotta una misura cautelativa di questo genere", ha detto ieri il premier Giuseppe Conte. "Assicuro - ha concluso -che non c'è alcun motivo di creare panico e allarme sociale".

Per poter dichiarare lo stato di allarme, l'ordinamento normativo italiano prevede alcuni passi. A deliberare l'allarme a livello nazionale, che deve essere fronteggiata con mezzi e poteri straordinari e con immediatezza di intervento, deve essere il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio.

Lo stato di allarme può essere dichiarato "al verificarsi o nell'imminenza di calamità naturali o eventi connessi all'attività dell'uomo in Italia". Non è necessario che il problema si verifichi in Italia, perché il Consiglio può decidere di dichiararlo anche in caso di "gravi eventi all'estero nei quali la Protezione Civile italiana partecipa direttamente". Lo stato di emergenza di rilievo nazionale può essere portato a un periodo di massimo 12 mesi, che possono essere prolungati di altri 12 mesi: a definirlo è il Codice della protezione civile.

Una volta che il Consiglio dei ministri delibera per la dichiarazione dello stato di emergenza, deve stanziare un importo per realizzare i primi interventi. Ma, successivamente, tramite una delibera, possono essere assegnate altre risorse, a seguito della ricognizione dei fabbisogni, come specificato da Agi.

Infine devono essere messi in atto gli interventi necessari per affrontare l'allarme: per farlo, servono "in deroga alle disposizioni di legge, ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico". Allo scadere dell'allarme verrà emanata un'ordinanza "di chiusura" che regola il subentro dell'amministrazione competente in via ordinaria.

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