Per entrare o uscire dall'Italia ci vuole l'autocertificazione

Anche le autorità francesi hanno istituito un modulo equivalente alla nostra autocertificazione, che deve essere esibito, a richiesta, da chi vuole espatriare in Francia. Come in Italia è necessario avere un giustificato motivo

Il discorso alla nazione di ieri del presidente Macron ha comportato una chiusura delle frontiere e da stamattina le autorità di polizia al confine italo-francese di Ventimiglia richiedono l'autocertificazione per chi voglia espatriare. Stesso discorso vale per chi debba recarsi nel Principato di Monaco. Si tratta della stessa misura adottata, pochi giorni fa, dal Premier Conte, con una sola differenza: mentre la Francia ha sospeso (già da un po', a dir il vero) il Trattato di Schengen, l'Italia lo ha invece mantenuto e i controlli, pur essendo "sistematici" (sono più capillari, che nei giorni scorsi) restano a campione.

L'autocertificazione è necessaria anche per entrare nel nostro Paese. In entrambi i casi, il transito è autorizzato solo in presenza di un "giustificato motivo": sia questo sanitario, di lavoro o di necessità (ad esempio raggiungere il proprio domicilio o un parente non autosufficiente). Attenzione, però, a non fare i "furbetti", perché vengono effettuati controlli a campione sulle certificazioni e chi ha mentito, dovrà rispondere davanti all'autorità giudiziaria.

Mentre da parte italiana si recano in Francia quasi soltanto i frontalieri, viceversa ci sono molti francesi che le escogitano proprio di tutte, per venire a rifornirsi di liquori e sigarette, motivo quest'ultimo che non rientra certo tra i casi di "necessità". E così, dopo i due automobilisti denunciati domenica scorsa per la violazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza degli obblighi di autorità), oggi si è verificato il caso di un automobilista francese, che si è presentato alla frontiera, chiedendo di poter entrare in Italia, soltanto per il tempo necessario a comprare le sigarette. Al rifiuto, l'uomo ha riprovato qualche ora dopo, presentandosi in scooter e chiedendo di poter acquistare della carne.

Peccato che lo stesso militare l'abbia riconosciuto, dicendogli non solo che la carne avrebbe potuto acquistarla in Francia, ma che era inutile camuffarsi, perché: "Questa è la legge". Riguardo i frontalieri in servizio a Monaco, oltre all'autocertificazione, è richiesta pure una dichiarazione del datore di lavoro il cosiddetto "justificatif de deplacement professionnel". Il numero di persone infetti da Covid-19 continua ad aumentare anche in Francia e i numeri che arrivano dalla vicina Costa Azzurra non sono certo confortanti, si parla già di una decina di morti. A fronte della sensibile riduzione del traffico aereo, nei giorni scorsi l'aeroporto di Nizza ha chiuso un Terminal.

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