Epatite acuta nei bambini: come riconoscere i sintomi

In Gran Bretagna ha colpito nelle ultime settimane oltre un centinaio di bambini, e ha iniziato a essere segnalata anche in Italia

Epatite acuta nei bambini, come riconoscere i sintomi

Angelo Di Giorgio, coordinatore dell'area fegato della società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, Sigenp, ha spiegato al Corriere della Sera cosa è l’epatite acuta, quali sono i sintomi per riconoscerla e le cause. In Gran Bretagna ha colpito nelle ultime settimane oltre un centinaio di bambini, e ha iniziato a essere segnalata anche in Italia. Nel nostro Paese è grave un bambino di 3 anni di Prato che è stato ricoverato giovedì scorso all'ospedale Bambino Gesù di Roma.

Cos’è l’epatite acuta

Si tratta di uno stato infiammatorio del fegato che solitamente viene causato da una infezione virale dovuta a virus specifici, come epatite A,B,E, che colpiscono direttamente l'organo. In certi casi però non è possibile identificare alcun agente patogeno, e l’epatite viene quindi indicata come ad eziologia sconosciuta o indeterminata.

È nota nei bambini?

“Sì, certamente. Ogni anno anche in Italia vengono segnalati alcuni casi di epatite acuta di origine indeterminata. Quindi non parliamo di una nuova malattia ma di un anomalo incremento di casi in un ristretto arco temporale, da gennaio ad oggi, fenomeno osservato nel Regno Unito”, ha precisato l’esperto.

Cosa succede in Italia

La società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, in seguito all’allerta lanciata a livello mondiale, ha subito lanciato telematicamente un appello a tutti i centri di epatologia pediatrica con l’obiettivo di ricevere da questi informazioni su eventuali casi. In 24 ore avevano risposto 41 centri. Secondo quanto emerso, da gennaio ad aprile ci sono stati 17 casi, che equivalgono a un numero che rientra nella normalità. Di Giorgio ha tenuto a sottolineare che “non c'è alcun allarme. In Italia non abbiamo rilevato il fenomeno segnalato nel Regno Unito la cui particolarità è il picco anomalo di pazienti rispetto agli anni precedenti e la loro età: 1-5 anni”.

Ecco i sintomi dell’epatite acuta

Tra i sintomi ci sono quelli aspecifici, ovvero che sono comuni anche ad altre malattie, quali febbricola, febbre, nausea, vomito, dolori addominali, malessere. Mentre il sintomo specifico è l'ittero, cioè la colorazione giallastra di cute e mucose. Sono necessari gli esami di laboratorio che vanno a evidenziare l'incremento significativo delle transaminasi fino a 10-20 volte superiore ai valori normali. Le transaminasi sono gli enzimi che danno l’allarme in caso di infiammazione del fegato.

Cosa si rischia

Come ha spiegato Di Giorgio, la maggior parte dei bambini che vengono colpiti da epatite acuta guarisce spontaneamente. Solo una minima parte rischia di sviluppare una insufficienza epatica che può anche portare a un danno irreversibile che viene a quel punto trattato solo con un trapianto di fegato necessario in circa il 10% dei casi. Una volta eseguito il trapianto il piccolo paziente guarisce.

Quali virus possono causarla

Sono tanti i virus, oltre a quelli che già si conoscono, che possono andare a infiammare il fegato. È però difficile riuscire a dimostrare una relazione di causa effetto. Proprio per questo motivo, come spiegato dall’esperto, il fatto che i medici inglesi abbiano riscontrato in circa la metà dei bambini un adenovirus non implica la certezza del suo ruolo. Si tratta infatti di un virus molto comune che è spesso responsabile di molte infezioni nei bambini in età pediatrica, dal raffreddore al mal di pancia.

Un ruolo del lockdown?

Il professore esclude categoricamente che il lockdown possa avere avuto un ruolo chiave nella comparsa dell’epatite acuta nei più piccoli e che possa aver determinato la maggiore suscettibilità alle infezioni in generale e in particolare alle epatite acute. Neppure che il lockdown abbia potuto indebolire le difese immunitarie.

I vaccini c’entrano qualcosa?

“Lo escludo al 100 per 100, anche perché i bambini da 1 a 6 anni non hanno usufruito delle vaccinazioni”, ha affermato Di Giorgio.

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