"Ero posseduto dal diavolo ma Amorth mi ha liberato"

Un ex operaio racconta il suo esorcismo con Padre Amorth. "Grazie a lui mi sono salvato"

"L'esorcismo di padre Amorth fu fondamentale per la mia vita", a parlare, in un'intervista su La Repubblica, è un operaio salvato dal sacerdote-esorcita morto venerdì.

L'esorcismo di Amorth

"Dopo sei anni sono uscito dall'incubo", lo definisce così il maligno, il diavolo che era entrato nel suo corpo. "Gli esorcismi non sono un rituale magico, ci vuol del tempo per avere benefici". Il cammino di liberazione di Alberto, nome di fantasia per proteggere il suo anonimato, è durato a lungo. E ne è uscito solo grazie ad Amorth. "Un sacerdote - come spiega sulle pagine del quotidiano fondato da Scalfari - umile, semplice, che sorrideva e faceva battute". Durante il primo incontro facero una preghiera, Alberto andò in trance: "Fu il rpimo segno con cui il prete ipotizzò una possessione".

Preghiere, ma non solo.. Amorth fece fare all'operaio diverse visite mediche da esperti per escludere una malattia. "Non iniziò nulla con me fino a quando i medici non arrivarono alla conclusione che non ero malato". Ma Alberto era posseduto. La sua possessione, come racconta, si manifestava "vicino ai luoghi sacri, o durante le preghiere, non ero più me stesso". Ma non c'é molto di più: "Spesso di notte mi svegliavo con dei graffi sulla pelle. Non me li facevo da solo, eppure c'erano".

Ma il segno inequivocabile della possessione si manifestò durante il primo esorcismo: "Mentre Amorth faceva la preghiere io parlavo inglese. Non ho mai conosciuto l'inglese. Non ho mai avuto l'occasione di studiarlo. Eppure sotto esorcismo lo parlavo, e in modo sensato". Ma tutto accadeva con molto tranquillità, racconta Alberto. "Amorth mi accoglieva in una stanza a ridosso della chiesa. Con lui c'erano altre persone convocate per aiutarlo ". Così aveva luogo il rito dell'esorcismo. Amorth in quei momenti pregave, ma scherzava anche: "Mi diceva che quando il diavolo lo vedeva scappava, perchè era più brutto".

Così dopo sei anni Alberto si è finalmente liberato. "Amorth mi chiese di iniziare una vita diversa, fatta di preghiere e anche digiuno. Accettai". Dopo un lungo periodo in cui Alberto si è riavvicinato alla fede, durante la preghiera ad un esorcismo non accadde nulla: "Amorth mi richiamò altre 3 volte e anzora zero reazioni. Poi mi disse: sei libero".

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