Espulso perché vicino a Isis e pericoloso: marocchino torna in patria

Il 40enne viveva in Italia da 18 anni e risiedeva a Terni, dove aveva costruito una famiglia composta da moglie e 3 figli minorenni: su uno di questi stava già iniziando un'opera di indottrinamento

Ritenuto un potenziale pericolo per la sicurezza nazionale, visti i suoi legami, il sostegno ed il proselitismo svolto a beneficio dell'Isis, è stato scortato dagli uomini della polizia di Stato alla frontiera aerea di Roma Fiumicino, quindi espulso ed imbarcato su un volo di sola andata diretto a Casablanca per fare definitivamente ritorno in patria.

Ad essere allontanato dal nostro Paese durante la giornata dello scorso lunedì 20 gennaio, tramite decreto firmato dal ministro dell'Interno per "motivi di sicurezza dello Stato", è un 40enne di nazionalità marocchina residente a Terni da oltre 18 anni.

In Italia si era sposato ed aveva costruito una famiglia composta da moglie e tre figli minorenni, ma ciò nonostante non si era mai davvero integrato, stando a quanto emerso dalle approfondite indagini condotte nei suoi confronti dai carabinieri del comando provinciale di Torino.

Il nordafricano espulso è risultato decisamente interessato al mondo di internet e molto attivo: in particolar modo le sue ricerche erano finalizzate al reperimanto di filmati dal contenuto affine ad una visione religiosa di tipo rigido ed integralista. Tra questi alcuni video di addestramento delle milizie, canti di guerra e testi di vario genere inneggianti alla jihad ed al sacrificio estremo dei martiri, disposti a tutto pur di sostenere lo Stato Islamico.

Oltre ad essere dunque vicino alla visione dell'Isis ed a condividerne e diffonderne i valori in rete, il 40enne stava già iniziando ad instradare sulle medesime posizioni da lui stesso sostenute uno dei propri figli, nonostante la minore età di quest'ultimo.

Tutti questi elementi risultano poi effettivamente alla base di quelle che sono le motivazioni addotte dal ministero dell'Interno per spiegare l'espulsione del marocchino, il quale, come riportato dal "Corriere dell'Umbria", era "inserito in un contesto familiare allineato su posizioni proprie dell’organizzazione terroristica dell’autoproclamato 'Stato Islamico', di cui sosteneva l’ideologia, anche attraverso opera di proselitismo nei confronti di uno dei figli".

Pur risultando titolare di una carta di soggiorno a tempo indeterminato, oltre che, come accennato in precedenza, residente nella città di Terni, il nordafricano espulso risultava irreperibile da oltre un mese alle forze dell'ordine sulle sue tracce.

Le operazioni sono scattate al momento del rientro in Italia del 40enne, che aveva riferito agli inquirenti di essere stato in Francia per tutto quel periodo con lo scopo di cercare un lavoro. Una volta tornato, l'uomo si è visto privare del permesso di soggiorno dalla questura di Terni, che ha avviato nel contempo le pratiche di allontanamento.

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