"La mamma di Evan mentì mentre moriva tra le sue braccia"

"Capace di intendere e volere". È il risultato della perizia chiesta nei confronti di Salvatore Blanco, compagno della madre del piccolo Evan e accusato di concorso in omicidio e maltrattamenti. La criminologa Anna Vagli, consulente degli zii paterni: "Ci batteremo per la più alta delle pene"

Evan, ucciso a due anni. "La mamma mentì mentre moriva tra le sue braccia"

Evan Lo Piccolo è morto all'ospedale di Modica il 17 agosto del 2020. Per la sua morte sono imputati la madre Letizia Spatola e il suo compagno Salvatore Blanco, accusato, in concorso con la donna, di omicidio volontario e di maltrattamenti in famiglia aggravati. "Una morte che poteva essere evitata", ha commentato a ilGiornale.it la criminologa Anna Vagli, nominata consulente dagli zii paterni, che ha fatto il punto sul caso.

Chi era Evan Lo Piccolo?

"Evan era un bambino di 21 mesi strappato alla vita nel peggiore dei modi, ucciso dal compagno di una madre troppo distratta. È stato maltrattato per mesi, senza che le grida di aiuto della nonna paterna Elisa Congiu e del padre biologico Stefano Lo Piccolo venissero ascoltate. Una morte che poteva essere evitata. Evan è una vittima figlia di un mondo distratto, di una società che non è stata in grado di tutelare i diritti dell’infanzia".

A che punto della vicenda giudiziaria siamo?

"Siamo nella fase dibattimentale del processo che si svolge in Corte d’Assise a Siracusa e già sono stati ascoltati i primi testimoni".

Recentemente è stata effettuata una perizia psichiatrica sul compagno della madre di Evan. Che cosa è emerso?

"Salvatore Blanco è imputato, in concorso con la mamma di Evan, per il reato di omicidio volontario e per maltrattamenti in famiglia aggravati. Nei suoi confronti era stata chiesta e ottenuta perizia psichiatrica giacché nel 2016 gli era stato diagnosticato un disturbo psicotico breve. Tuttavia, a seguito di questa nuova perizia, siffatto disturbo, riconosciuto in passato nella forma della schizofrenia, è risultato in remissione. Per questo motivo Salvatore Blanco è risultato pienamente capace di intendere e di volere per la mancanza di alterazioni psicopatologiche tali da configurare un’infermità psichica. Dunque è stato ritenuto in grado di partecipare coscientemente al processo".

Cosa sarebbe potuto succede se fosse stata riconosciuta l’incapacità?

"Qualora fosse stato riconosciuto incapace di intendere e volere, Salvatore poteva essere assolto e aver chiuso il suo conto con la giustizia, rischiando al massimo, se riconosciuto come socialmente pericoloso, di finire in una rems (residenza per l'esecuzione di misure di sicurezza). Difatti la schizofrenia è una malattia mentale riconosciuta dalla giurisprudenza come causa di incapacità totale di mente. Per fortuna, nel caso del piccolo Evan, la diagnosi ha avuto un corso differente".

Potrebbe tentare ancora questa strada?

"No, assolutamente".

La madre invece è già ai domiciliari? Cosa ne pensa?

"Letizia Spatola ha chiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, in attesa che si svolga il processo, adducendo di versare in condizione di schiavitù a causa del suo ex compagno Salvatore e di non essere riuscita a salvare Evan perché anche lei veniva picchiata. Ma la signora Spatola ha mentito anche quando il figlio le moriva tra le braccia. Il 17 agosto, quando i sanitari tentavano di rianimarlo ed era già privo di coscienza, ha giustificato i lividi che Evan aveva sul volto raccontando che se li era procurati con il laccetto del ciuccio. Penso che una madre realmente preoccupata per un figlio abbia interesse a salvarlo non ha usare menzogne per tutelare il proprio compagno".

Quali sono adesso i prossimi passi?

"È appena iniziato il dibattimento e il fatto che Salvatore è stato reputato capace di intendere e di volere ci fa ben sperare su quello che potrà essere l’esito processuale della vicenda. Una cosa è certa. Ci batteremo affinché venga comminata la più alta delle pene. Sia a Letizia che a Salvatore. Del resto la cosa che più ci sta a cuore è dare voce a chi voce non ce l'ha più: il piccolo Evan".

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