Spunta un nuovo "anti Covid": ecco come funziona il farmaco

La speranza arriva da un farmaco usato per i linfomi anche se è presto per pensare all'uso sulla popolazione. "Necessari altri 4-6 mesi". Ecco a che punto sono tutti gli altri e le soluzioni per il 2021

Mentre si lotta contro il tempo per organizzare un'adeguata somministrazione di vaccini a tutta la popolazione italiana, europea e mondiale, parallelamente e senza troppo clamore procedono spediti anche gli studi per cercare di mettere a punto il miglior farmaco anti-Covid.

Ecco il pralatrexato

Pochissimi giorni fa ci siamo occupati (clicca qui per il pezzo) dell'importanza che il pralatrexato, un farmaco chemioterapico utilizzato per il trattamento dei linfomi, potrebbe avere nel bloccare il virus: è quanto emerso da uno studio cinese condotto su oltre 1.900 farmaci già in commercio per altre patologie. Non solo: dallo studio emerge che supererebbe, come efficacia, anche il remdesivir, principale farmaco antivirale attualmente utilizzato per trattare i pazienti con Covid-19. "Il nostro studio ha scoperto che il pralatrexato è in grado di inibire potentemente la replicazione di Sars-Cov-2 con un’attività inibitoria più forte rispetto al Remdesivir, nelle stesse condizioni sperimentali", riferiscono gli autori, guidati dal dottor Haiping Zhang degli Istituti di tecnologia avanzata di Shenzhen e riportato dal quotidiano inglese Daily Mail - "Identificare farmaci efficaci in grado di trattare il Covid-19 è importante e urgente, in particolare i farmaci approvati che possono essere immediatamente testati negli studi clinici".

"È ancora presto"

"Al momento, dal punto di vista clinico non si può dire nulla: il pralatrexato è stato selezionato in uno studio di modellistica molecolare in vitro tra 1.900 altre molecole per le sue teoriche capacità di agire forse meglio di altri come inibitore della replicazione del virus Sars-Cov-2", ci ha detto in esclusiva Renato Bernardini, Professore ordinario di Farmacologia all'Università di Catania e membro del Consiglio Superiore di Sanità.

Come funziona. Ci siamo fatti spiegare dal Prof. qual è il meccanismo per cui questo farmaco riuscirebbe a bloccare l'avanzata del virus. "In uno studio cinese di molecular docking in vitro è stato osservato che il pralatrexato si lega più avidamente di altre molecole ad un target virale, l'enzima Rna polimerasi Rna dipendente, essenziale per la replicazione del coronavirus, inibendola". Il meccanismo d'azione è simile a quello del remdesivir, già in commercio come anti Sars-Cov-2 ma questo farmaco pare avere un quid in più. "Tale migliore attitudine di pralatrexato a bloccare l'enzima è stata in seguito verificata in colture cellulari in vitro, confermandone l'efficacia in questo sistema semplice. In sintesi, il pralatrexato mostra in vitro una migliore capacità di interferire e bloccare i processi di replicazione virale", sottolinea Bernardini.

"Mancano i dati". Dalla teoria alla pratica, però, c'è di mezzo il mare. Lo studio è nuovo ed è ancora presto per immaginare qualche paziente che possa essere curato con questo farmaco ed a quale categoria di malati possa essere destinato. "Non esistono dati, in aggiunta a quanto definito in vitro, che possano permettere al momento di predire quale possa essere l'indicazione di pralatrexato nella clinica di Covid. Allo stato attuale, non si può prevedere in quali dei pazienti affetti dal virus (stadi iniziali oppure stadi avanzati della malattia) pralatrexato possa trovare più opportuna applicazione", afferma il docente catanese. Per poter proseguire la strada intrapresa, qualora si decidesse di proseguire questi studi estremamente preliminari, è necessaria una sperimentazione in specie da laboratorio e, in seguito, nell'uomo. "Considerato il particolare periodo di emergenza, considererei un minimo di quattro-sei mesi per il completamento di tali primi protocolli sperimentali in vitro, tempi comunque accelerati rispetto ai tempi standard".

Gli effetti collaterali

Come tutti i farmaci, a maggior ragione quelli speciali in grado di curare i tumori, gli effetti collaterali non sono da sottovalutare: è molto importante valutare rischi e benefici. Poiché viene utilizzato per le persone con linfoma terminale, il suo utilizzo sui pazienti con Covid-19 non è ancora garantito. "Il pralatrexato è attualmente utilizzato nella clinica dei tumori e specificamente dei linfomi a cellule T.: è quindi un farmaco antineoplastico che, in analogia al più conosciuto metotrexato, inibisce efficacemente la sintesi dei folati, composti essenziali alla moltiplicazione delle cellule tumorali. Come per molti antineoplastici, il rischio di effetti indesiderati è relativamente alto", ci dice Bernardini. In ogni caso, si deve considerare che un potenziale uso sui malati Covid sarebbe molto diverso rispetto a chi è affetto da tumore. "Bisogna però considerare due elementi importanti nella rivalutazione del profilo rischio/beneficio: la durata relativamente breve del trattamento (rispetto ai tumori) e il regime di dosi che potrebbe essere significativamente diverso, comportando quindi un miglioramento teorico dello stesso rapporto rischio/beneficio".

Cosa ne pensa la comunità scientifica. I dati clinici sono incompleti ed insufficienti: è per questo motivo che la comunità scientifica non si pronuncia né si sbilancia. Quale membro del Consiglio Superiore di Sanità, il Prof. Bernardini sottolinea come prudenza e buon senso invitano a non lasciarsi andare a facili entusiasmi o allarmismi. "Non si può parlare di dubbi o certezze prima che un farmaco venga sperimentato in clinica - afferma - l'unico confronto sarà possibile in uno studio controllato e randomizzato: si aspettano, quindi, eventuali dati clinici che al momento non sono disponibili".

Tutti gli altri farmaci

Mentre il controverso remdesivir non gode di buona fama, tant'è che l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) lo ha rivalutato lo scorso 26 novembre ed autorizzato solamente per l'uso "in casi selezionati, dopo una accurata valutazione del rapporto benefici/rischi", per l'idrossiclorochina va ancora peggio, sospesa sia per l’uso terapeutico (ospedaliero e territoriale) sia per l’uso profilattico, "sulla base delle evidenze che si sono progressivamente accumulate e che dimostrano la completa mancanza di efficacia a fronte di un aumento di eventi avversi, seppur non gravi".

Accanto ai flop, ci sono speranze che continuano ad essere alimentate dalla ricerca: un mese fa ci siamo occupati del baricitinib, un farmaco già in commercio ed utilizzato normalmente per combattere l'artrite reumatoide. L'uso su 83 pazienti con polmonite Sars-Cov-2 moderata o grave ha ridotto del 71% la mortalità migliorando il quadro respiratorio e con una maggiore ossigenazione del sangue. Per conferme maggiori, dovremo aspettare i prossimi mesi."Per quanto riguarda baricitinib, sono attivi al momento poco più di una decina di studi che dovrebbero offrire i risultati tra la fine di marzo e la fine di giugno 2021", ci ha detto Bernardini. Ed un'altra potenziale buona notizia l'abbiamo anche dal molnupiravir (qui il nostro articolo) che blocca la tramissione del Covid nei furetti: il contagio tra questi animali è molto simile a quanto avviene sull'uomo, anche per quanto riguarda la sintomatologia generale. L'esperimento può dichiararsi riuscito quando, nella stessa gabbia, sono stati messi animali infettati accanto a furetti sani e non trattati e nessuno è stato infettato. In ogni caso, la differenza animale-uomo è enorme e "non sembra siano ancora attivi, al momento, studi clinici", afferma il docente.

Le soluzioni per il 2021

Al di là dei vaccini che, sappiamo, rappresentano la prevenzione numero 1 contro il Covid, nel mondo sono attivi oltre tremila studi molti dei quali riguardano l’uso di nuovi potenziali farmaci: per nessuno di questi, al momento, sono state ancora tratte conclusioni definitive. "Bisognerà aspettare un altro paio di mesi": tra questi, i più promettenti per la clinica sono gli anticorpi monoclonali, alcuni dei quali già autorizzati in emergenza dall'Fda americana, che, somministrati in diverse fasi della malattia, "possono immunoneutralizzare il Sars-Cov-2 e renderlo quindi innocuo in quegli individui che hanno già contratto l'infezione", sottolinea Bernardini.

Alcuni di essi potrebbero essere già disponibili in via sperimentale nel nostro Paese entro la fine di questo mese di gennaio, mentre per altri farmaci della stessa classe, di cui alcuni sviluppati in italia, bisognerà attendere la fine di marzo-aprile. "Escluderei il riferimento a farmaci che agiscono come vaccini che restano l'unico strumento, somministrati in individui non affetti da malattia, in grado di prevenire l'infezione e anche la contagiosità. Nulla a che fare con i farmaci", conclude.

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Commenti

trasparente

Mar, 05/01/2021 - 12:11

E alla fine mangeremo più farmaci che alimenti...

Iacobellig

Mar, 05/01/2021 - 12:15

Molto meglio una cura contro il covid invece del vaccino di cui non di ha nessuna sicurezza futura per gli effetti negativi collaterali. Il vaccino che li faccia Mattarella o altri anziani non significa nulla perché tra dieci anni chissà se ci saranno ancora! Sono i giovani che debbono preoccuparsi del futuro e in caso di brgatività sulla salute chi pagherà? Lo Stato? Le aziende produttrici che contesteranno il miscuglio dei vaccini inoculati? Mah!

stefano.f

Mar, 05/01/2021 - 12:25

Pare di capire che quando non si avra' piu bisogno ci sara imbarazzo di scielta di farmaci))).

ondalunga

Mar, 05/01/2021 - 12:27

@Iacobellig: preferisci un chemioterapico notoriamente MOLTO tossico ? Ma siamo alla follia contro sti vaccini ? Follia pura !

Nick2

Mar, 05/01/2021 - 12:28

Ogni giorno, pur di smentire ed insultare l'operato di esperti, pur di screditare il vaccino, pubblicate articoli che esaltano un nuovo farmaco miracoloso e solleticate la pancia ai vostri lettori, quasi tutti no vax e negazionisti. VERGOGNATEVI!

maxfan74

Mar, 05/01/2021 - 12:29

Col vaccino abbiamo trovato l'antidoto, ma ora vogliamo saper di chi è la colpa di tutto questo grande casino.

marzo94

Mar, 05/01/2021 - 12:31

Sì, ma per ora tanti annunci e nessuna cura reale. Muoiono almeno 400 persone al giorno da mesi (molte migliaia nel mondo), e le terapie intensive certificano che il paziente può "andare". Nessuno che proponga protocolli validi, bisogna scegliersi i farmaci da sé spulciando fra gli articoli di primari e giornali. Se ci sono farmaci (dove diavolo è il molecolare che millantano da mesi? ) perché non li danno almeno a quelli in pericolo di vita?

Jon

Mar, 05/01/2021 - 12:37

In Svizzera le terapie intensive sono VUOTE. Per i contagiati la idrossiclorochina e' GRATIS. Se ti ricoverano danno subito Aspirina e Cortisone..Nessun intubato, danno un sondino nasale con l' Ossigeno e per il 92% dei casi e' sufficiente...

jaguar

Mar, 05/01/2021 - 12:38

Necessari 4-6 mesi per capire se il farmaco è efficacie contro il Covid. E il vaccino in quanti giorni è stato testato? Nel frattempo si continuerà a curare il Covid ai domiciliari col la tachipirina?

Calmapiatta

Mar, 05/01/2021 - 12:50

Ecco quale deve essere la risposta. Niente isterie collettive e chiusure inutili. niente vaccini più o meno efficienti. E' la cura l'unica certezza per debellare il virus.

xgerico

Mar, 05/01/2021 - 12:52

@Jon-Mar, 05/01/2021 - 12:37- ma che stai farneticando! In Svizzera le terapie intensive ora accettano solo i giovani, essendo piene, per gli anziani solo isolamento, se carenza di posti intesivi!

Ritratto di giannibarbieri

giannibarbieri

Mar, 05/01/2021 - 12:53

Il Veneto sta testando lo Spritz (prima usato per scopo conviviale) come anti-covid. Uso orale a dosaggio libero.

sbrigati

Mar, 05/01/2021 - 12:56

La solo la certezza è che in tanti casi l'uso della "famigerata" l'idrossiclorochina ha contribuito a salvare delle vite. Ma la tanto decantata oms basandosi su uno studio, che successivamente è stato dalla medesima smentito, ne ha vietato l'uso. Per non parlare degli anticorpi ottenuti dal sangue dei guariti, la cui efficacia è stata comprovata in più ambiti ospedalieri, ma il cui studio è stato stranamente stoppato dal ministero. Sono interrogativi inquietanti, ma siamo in Italia e tutto può accadere.

DRAGONI

Mar, 05/01/2021 - 13:01

SPERIAMO CHE POI NON SI TRASFORMI IN UN SALVAGENTE PER GIUSEPPI EIL SUO COMMISSARIO ARCURI ENTRAMBI CHE SI STANNO DIMOSTRANDO EFFICIENTISSIMI NELL'ATTENTARE ALLE VITE DEGLI ITALIANI.

ruggerobarretti

Mar, 05/01/2021 - 13:28

Tanto vale provare con solfato di rame allo 05%. Sicuramente meno tossico.

ST6

Mar, 05/01/2021 - 13:42

Al Governicchio e all'Opposizione che vota responsabile e dunque lo sostiene, non interessa nulla: vogliono i soldi dell'EUropa e basta. Punto

ST6

Mar, 05/01/2021 - 13:44

Chiacchiere e niente più. Una certezza c'è ed è l'efficacia della vitamina D, ma non essendo un farmaco su cui lucrare è ovvio che non viene spinta. Alle solite

necken

Mar, 05/01/2021 - 13:54

beati noi che viviamo nell'era degli "Anti & dei Vaccini" una volta quando capitavano le pandemie bisognava confidare solo in Dio e dopo ogni pandemia chi sopravviveva si riprendeva più forte e temprato

Miki1299

Mer, 06/01/2021 - 10:24

@Nick2 innanzitutto mi piacerebbe sapere quale’ la tua definizione di termini vaghi come “negazionista” o “no vax” e premettendo che non ho nulla contro i vaccini di per se non penso che chi esprima un minimo di dubbio sul vaccino in questione possa essere tacciato subito di “no vaxismo”. Poi non per dire ma diversi esperti, quali la Sigismondo hanno espresso perplessità in merito. Poi boh mi chiedo cosa tu ci faccia in questa sezione di commenti se ti sta così sulle scatole questa testata giornalistica. Al di là del vaccino(di cui mi importa ben poco a dire il vero) non capisco cosa ci sia di male a parlare anche di cure alternative considerando che per l’uso dei vaccini ci vuole tempo e non sono così facili da distribuire...

ruggerobarretti

Mer, 06/01/2021 - 10:35

Non fai assolutamente bella figura nell'etichettare le persone con le consuete e vuote etichette da pigro benpensante. Non ti sorge il dubbio che magari c'e' qualcuno che ha avuto esperienze non prorpio positive con un qualche vaccino, esempio esavalente, ma anche antiflu?? Non ti sorge il dubbio che questo, specifico per il covid, sia stato assemblato alla quattro e quattr'otto?? Eppure fior fiore di scienziati questo pensano, basta cercare che se si vuole si trovano. Tu magari prendi per buono ed osanni tutto quello che ti scrive il tuo giornale di riferimento, ma non siamo tutti cosi'. Nello specifico, di certo non faro' corse per assumere questo farmaco, almeno per contrastare il virus. Mi so muovere in altro modo e spero che sia sufficiente o quanto meno sia contemplato dal disegno Divino. Perche' quando e' ora di mietere, lei si mette all'opera, vaccino o non vaccino, farmaco o intruglio che sia.