Fasano, studente disabile: "Nessun bus per andare all'università"

L'azienda di trasporti lo aveva informato di non avere a disposizione un mezzo con pedana

Una storia di diritto allo studio negato, ancor più odiosa perché coinvolge un disabile. A raccontarla è il quotidiano pugliese "La Gazzetta del Mezzogiorno". Un giovane 21enne pugliese di Fasano, centro in provincia di Brindisi, studente all'Università privata Lum (Libera università mediterranea), lo scorso anno è stato costretto a raggiungere la sede di Casamassima, in provincia di Bari, accompagnato in auto dai genitori per la mancanza di mezzi pubblici attrezzati. Iscritto al secondo anno di Giurisprudenza, ha deciso ora di affrontare il problema inviando una lettera alla stessa università "Jean Monet" e all'azienda di trasporti con cui aveva preso contatti, tramite l'ateneo privato, per risolvere l'emergenza.

Lo studente rivendica la possibilità di avere a disposizione un autobus pubblico con pedana, per permettergli di salire facilmente sul mezzo e raggiungere la sede accademica. La sua lettera segue quella dell'azienda dei trasporti nella quale si annunciava l'impossibilità di soddisfare la richiesta.

Il giovane studente in Legge non è certo a corto di conoscenze giuridiche. Nella missiva, infatti, cita la legge 181 del 2011 che - basandosi sul regolamento dell'Unione europea - prevede la pedana: per i mezzi e le fermate e che le persone con disabilità abbiano accesso al trasporto senza essere escluse a causa della difficoltà a muoversi. Per questo il 21enne di Fasano torna alla carica chiedendo di poter avere a disposizione quel mezzo che lo porti all'Università. Non una denuncia, ma uno sprone a mettersi in regola con la legge consentendo di esercitare un diritto, il diritto allo studio, previsto dalla Costituzione.

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