"Feti abortiti per i vaccini". Ed è polemica sul sacerdote

Un'inchiesta nel mondo no vax ha svelato parte delle teorie portate avanti dai religiosi nelle loro prediche ai fedeli durante le celebrazioni

"Feti abortiti per i vaccini". Ed è polemica sul sacerdote

All'interno della Chiesa, una fronda irriducibile di religiosi propaganda le teorie no vax ai fedeli nonostante papa Francesco si sia in più occasioni espresso in favore del vaccino. La Congregazione della Chiesa ha dettato la sua linea, sottolineando che "vaccinarsi è un atto d'amore e non c’è nulla d’immorale" ma i dissidenti protestano e associano il vaccino al peccato. "Disubbidire è lecito", ripetono. A Cartabianca, Bianca Berlinguer ha mostrato la videoinchiesta esclusiva integrale condotta da Tpi sulla rete dei cattolici tradizionalisti che si scagliano contro il vaccino, una presenza massiccia all'interno del tessuto clericale.

Le radici del pensiero no vax nella Chiesa

Che tra certo mondo cattolico fosse presente un orientamento no vax era stato sottolineato pure da ilGiornale.it, con più di qualche accento posto sulla deriva individualista di alcuni ambienti. La radice del fenomeno, stando a quanto dichiarato dalla professoressa Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica, risiederebbe infatti nella "mentalità individualista dominante del tipo 'il corpo è mio e lo gestisco io'". Insomma certi cattolici avrebbero sposato l'individualismo più sfrenato che è stato tipico delle correnti sessantottine. Il senatore Gaetano Quagliariello, cercando di delimitare quella parte di mondo cattolico no vax, ha detto a ilGiornale.it che "si confonde la libertà con l'autodeterminazione, ed è incredibile che ciò avvenga sul fronte cattolico quando ciò che abbiamo sempre obiettato ai fautori del "diritto a morire" è il fatto che la libertà non sia un concetto assoluto ma debba tener conto delle relazioni con gli altri e della responsabilità che queste implicano".

L'inchiesta Tpi

L'inchiesta per Tpi è stata condotta da Giulia Cerino, che ha raccolto svariate testimonianze di preti, sacerdoti ed esponenti religiosi a vari livelli. Durante le omelie, alcuni sacerdoti professano la disobbedienza civile contro il vaccino. "Il vaccino anti-Covid va contro la morale perché è un farmaco che è stato prodotto e testato su cellule che hanno avuto a che fare con feti abortiti nel novecento", dice don Giorgio Ghio, parroco della chiesa di San Giuseppe a Capo le Case di Roma. Alla giornalista, che si è finta una no-vax indecisa, ha consigliato di non ricevere il vaccino perché "ci sono le cure", tra le quali ha citato anche l'invermectina, cavallo di battaglia dei no vax già fortemente sconsigliato dai medici.

Presente nell'inchiesta anche il video dell'arcivescovo Viganò, uno dei personaggi presi come esempio dalla sottocultura no-vax, le cui parole è facile trovarle nelle chat in cui si inneggia alla vaccinazione come strumento di sterminio introdotto dai governi mondiali per attuare quello che chiamano "il grande reset". Nel servizio anche alcuni passi di un rosario diffuso da una radio online, in cui si parla del "maligno" che vuole la "divisione tra vaccinati e non vaccinati".

Chi è monsignor Viganò

Nel video trasmesso da Cartabianca, vengono presentate le argomentazioni di monsignor Carlo Maria Viganò, che è uno dei critici della vaccinazione anti-Covid19. Monsignor Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti ai tempi del papato di Joseph Ratzinger, è noto alle cronache per aver contrastato papa Francesco, arrivando persino a chiedere le dimissioni del Papa regnante. L'arcivescovo italiano, stilando un memorandum, ha infatti sostenuto che il Papa fosse al corrente di alcune sanzioni comminate da Benedetto XVI all'ex cardinale Theodore McCarrick, che era stato tirato in ballo per accuse di abusi ai danni di minori e che poi è stato "scardinalato" dal vescovo di Roma sudamericano. Quel documento è stato tuttavia smentito dalla Santa Sede. In questa fase, monsignor Carlo Maria Viganò è tornato in auge sotto il profilo mediatico per via delle sue posizioni sulla pandemia, sui vaccini e sul presunto "grande reset", che sarebbe in atto in funzione di una non provata riorganizzazione del mondo dovuta al Covid19.

"La grazia è il vaccino"

Al ritorno in studio, è arrivata la provocazione di Vittorio Sgarbi: "Un cardinale che non è scomunicato dal Papa è comunque una persona che dice una cosa... E non credo che gli arrivi. Dobbiamo comunque dire una cosa: Dio non esiste. Quando mai hai visto una pandemia in cui è inutile pregare per avere una grazia? La grazia è il vaccino. C'è san Vaccino, che ha eliminato san Benedetto, san Francesco... Io credo che Dio sia morto e in questa occasione abbiamo stabilito che le chiese chiuse, è inutile pregare, un prete non può dire quello che vuole... ".

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