Firenze, protesta degli immigrati: tensioni davanti alla Prefettura

La protesta dopo il rogo di Sesto Fiorentino. Gli immigrati: "Vogliamo una vita dignitosa". Tensioni con la polizia

Firenze, protesta degli immigrati: tensioni davanti alla Prefettura

Il rogo al capannone di Sesto Fiorentino, un ex stabilimento di Aiazzone occupato da un centinaio di immigrati clandestini (guarda il video), ha riacceso un'emergenza mai risolta. E in mattinata questa emergenza è riesplosa in tutta la sua forza. Decine di immigrati hanno provato a occupare la Prefettura di Firenze per protestare per la morte di Alì, il 38enne che era rientrato nel capannone per riprendere i documenti per il ricongiungimento della moglie e dei figli.

"Vogliamo una vita dignitosa, non vogliamo morire così", si legge sullo striscione esposto davanti la prefettura dove era in corso il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per individuare una sistemazione per gli immigrati che, prima dell'incendio di mercoledì notte, occupavano l'ex mobilificio Aiazzone di Sesto Fiorentino e che al momento sono temporaneamente ospitati nel palazzetto dello sport di Sesto Fiorentino. In un primo momento hanno provato a entrare in Prefettura, ma le forze dell'ordine li hanno energicamente respinti. Ne sono nati momenti di forte tensione, una persona è rimasta contusa. Poi i manifestanti hanno deciso di stazionare davanti alla prefettura. "Abbiamo chiesto di partecipare al vertice - dice Lorenzo Bargellini, portavoce del Movimento di Lotta per la casa - ma per tutta risposta ci hanno dato delle manganellate. Vorremmo sapere una destinazione e una soluzione che non sia provvisoria".

È la seconda manifestazione di protesta a distanza di due giorni nel centro di Firenze. Giovedì pomeriggio, poche ore dopo la tragica morte di Alì Muse, gli stessi immigrati avevano "occupato" per qualche ora il cortine di Palazzo Strozzi. Nello storico edificio è in corso (fino al 22 gennaio) la mostra "Ai Weiwei. Libero", che propone le opere dell'artista cinese dissidente. Sulla facciata di Palazzo Strozzi Ai Weiwei per l'occasione ha realizzato una installazione con una ventina di gommoni color arancione per denunciare l'emergenza dei profughi.

Dopo la protesta, è arrivata la decisione: gli 80 somali saranno smistati in varie strutture della città metropolitana e diversi Comuni ospiteranno piccoli gruppi. Il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, ha scritto su Facebook: "È importante la disponibilità dei diversi territori di farsi carico dell’accoglienza temporanea di un numero congruo di persone da distribuire tra i vari Comuni per soluzioni temporanee e far fronte all’emergenza. Da lunedì, quindi, verranno offerte tali soluzioni nelle diverse strutture di tanti comuni della nostra provincia".

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