Sul canale Telegram “Blocchiamo tutto”, utilizzato per il coordinamento del corteo di solidarietà ad Askatasuna, l’organizzazione monitora in tempo reale ogni controllo delle forze dell’ordine. Una struttura capillare, in grado di raccogliere e rilanciare segnalazioni su tutte le principali direttrici di accesso: linee ferroviarie, tratte autostradali e valichi di confine. In questo modo i militanti vengono avvisati per tempo e possono adeguarsi ai divieti imposti dalla Prefettura, che ha vietato l’uso di maschere e il trasporto di oggetti potenzialmente infiammabili.
Gli organizzatori stimano una partecipazione di circa 15 mila persone. Le sigle che hanno annunciato l’adesione sono almeno 212. La manifestazione ha raccolto anche l’adesione del mondo pro Pal, con la partecipazione dei Giovani palestinesi e soprattutto dell’Api, l’associazione fondata da Mohammad Hannoun, giordano in carcere con l’accusa di aver finanziato Hamas. L’allerta in città è altissima. Non è esclusa la possibilità di scontri. E l’assetto da guerriglia, con tanto di segnalazioni su ogni mossa della Digos, non lascia ben sperare.
"La partecipazione annunciata da esponenti di Avs al corteo di Askatasuna che si terrà a Torino oggi è gravissima.
Askatasuna è un movimento pericoloso: non si comprende come facciano Pd e Renzi ad essere alleati con chi va in piazza al fianco di Askatasuna come fa Avs oggi", le parole di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fdi alla Camera.