Firenze violenta: aggredita e rapinata in casa da due rom

Aurora, 67enne fiorentina, viene brutalmente aggredita in piena notte da due rom intrufolatisi in camera da letto. Firenze, da culla del rinascimento a culla della violenza

Firenze violenta: aggredita e rapinata in casa da due rom

Sono le 23.40 di mercoledì 27 giugno, la signora Aurora, come ogni sera negli ultimi due mesi da quando il marito è venuto a mancare, si chiude a chiave nella camera da letto del suo appartamento in via Settembrini, nel quartiere delle Cure, una bella zona residenziale di Firenze che, negli ultimi mesi, è stata teatro di raffiche di furti in appartamento.

La signora si insospettisce per una serie di rumori che avverte provenire dal cortile esterno, non ha nemmeno il tempo di realizzare cosa stia accadendo che, poco dopo, il frastuono di una portafinestra che si rompe l’avverte di una presenza sconosciuta in casa.

Ho subito capito che i ladri erano entrati in casa” – racconta alla redazione de ilGiornale.it. Aurora mette subito mano al cellulare, lasciato sul comodino, cercando di comporre quanto prima il 112 ma, qualcuno è più rapido di lei. Due uomini, sfondando con un calcio la porta, irrompendo nella sua camera da letto. Il più svelto, le si scaglia addosso, tappandole la bocca con una mano guantata, poi le mette un cuscino sul viso, impendendole di gridare ma, al contempo, di respirare.

Stavo letteralmente soffocando sotto il cuscino, ho avuto molta paura” – racconta Aurora. Mentre il complice ripulisce la camera di tutti i preziosi – “erano interessati solo ad oggetti d’oro, hanno lasciato tutto il resto” - , l’altro intima alla donna di non gridare, con un italiano stentato ed un forte accento dell’est.

Aurora è stremata e spaventata, respira a fatica, implora i malviventi di allentare la presa. Ma la violenza e la brutalità dell’aggressione non hanno fine: iniziano così a minacciarla - ”dicci dov’è la cassaforte e non ti faremo nulla” - mentre continuano a tenerla immobilizzata. La donna, dopo mille suppliche, riesce a convincerli che non vi è altro da rubare e, rapidi come sono entrati, la abbandonano fuggendo. I militari e la scientifica giungono all’appartamento poco dopo che la donna, riacquistato un minimo di lucidità, denuncia il crimine.

Aurora viene quindi trasportata al pronto soccorso con la pressione alle stelle, dovuta, oltre che alla paura, anche all’impossibilità di respirare sotto il giogo dei suoi aguzzini.

Questo fatto non è stato solo un furto, ma una vera e propria aggressione. Ho avuto molta paura – confessa, - “Qui manca la sicurezza e l’inviolabilità della casa, cosa dobbiamo fare più che chiuderci a chiave in casa, più che chiuderci a chiave in camera da letto!” – prosegue lo sfogo della donna – “qui in zona hanno già fatto diversi furti negli ultimi mesi, colpendo più o meno tutte le abitazioni. Questa è una strada a sfondo chiuso, non c’è nemmeno una telecamera, questi (i malviventi) agiscono indisturbati, praticamente sicuri di quello che fanno, non hanno nulla da perdere. Siamo noi poveri cittadini a rimetterci”.

Non manca una stoccata al sindaco di Firenze. “Il sindaco Nardella è un uomo giovane, che ha famiglia e probabilmente dovrebbe lavorare di più sulla sicurezza delle persone, l’inviolabilità della casa dovrebbe essere garantita” – e alla manifestazione contro il razzismo svoltasi quello stesso pomeriggio in città - “Questa manifestazione non ha nessun significato, nessuno in Italia è razzista, vorremo solo più sicurezza e più vicinanza dalle istituzioni”.

Del resto, nell'ultimo periodo, Firenze è stata teatro di vari episodi di violenza, speriamo che le parole della signora non finiscano ancora una volta per rimanere inascoltate.