La "firma" dell'inciucio

Zingaretti e Di Maio sono i due leader del patto giallorosso. Cosa c'è dietro la loro personalità

La grafologia come espressione della personalità mette in luce le capacità relazionali, emotive e affettive di una persona cercando di evitare il più possibile la soggettività di giudizio, basata sul mi piace o non mi piace!

Nicola Zingaretti

Dalla firma di Nicola Zingaretti emerge una spinta verso il sociale, espressione del recupero della paternità, che se da un lato può essere stata causa di spinteverso conquiste personali, dall’altro ha creato un’ambizione che ha portato il soggetto a uscire dalla mediocrità.

Egli si è quindi immerso nei problemi sociali con una voglia di sconfiggere e di conquistare la desiderata affermazione di sé che non ha ottenuto con gli studi. Non si può misconoscere la natura estroversa, loquace, sensibile e aggressiva(vedi taglio prolungato delle lettere “tt”) che lo rende iperattivo con il desiderio si superare alcuni sentimenti d’inferiorità vissuti nell’età della crescita; si è cosìbuttato a capofitto in mete compensative (firma oscura e grafia chiara, legami evoluti come nella parola “soli”).

Buona appare la dialettica e l’intelligenza basate su un pensiero concreto(grafia gande e stampatello), che se può difettare di ponderazione, non manca però di tempestività.

Luigi Di Maio

Dalla firma di Luigi Di Maio emergono elementi di timidezza peraltro superati grazie ad un idealismo che lo porta a sognare di creare piattaforme che egli ritiene possano essere utili e facili da raggiungere (vedi ampi allunghi superiori delle lettere). La dimensione piccola delle lettere sta, infatti, a indicare un fondamentale riserbo e note d’introversione, che egli cerca di superare ostentando sicurezza verbale.

Egli crede fermamente in ciò che afferma, ma non riesce a trovare un sestesso una buona mediazione tra il Super Io e l’Io, cioè non sa mediare tra aspetti ideali e reali, rischiando di difettare di obiettività e di chiarezza (vedi firma oscura e tronca). Ciò può portarlo a non valutare con obiettività e con cognizione di causa la realtà, operando politicamente a servizio del partito.

A differenza di Zingaretti, egli manca di entusiasmo, di capacità di coinvolgimento emotivo e di capacità verbali suadenti oltre che di un linguaggio convincente.

Di Maio quindi, almeno secondo la sua firma parca e tutta protesa verso l’alto,manca di visioni prospettive pratiche e di una preparazione convincente a livello politico, in quanto troppo preso da un idealismo statico e da un vincolo idealistico al padre, che non ha ancora superato.

NB. Secondo Erich Fromm sono pochi i politici esenti dal narcisismo e, avendo analizzato diversi uomini politici, mi trovo perfettamente d’accordo e aggiungerei che essi hanno un forte bisogno di piacere anche fisicamente.

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