Un altro "schiaffo" alle imprese: rimborsi finiti per mascherine

Il click-day per i rimborsi alle aziende che hanno acquistato le mascherine diventa un flop: soltanto 3mila aziende riescono ad accaparrarsi l'incentivo

I soldi dei rimborsi per delle mascherine? Spariti in meno di un secondo. Un'operazione maldestra, finita in tempi record, quella di ''Impresa sicura'', l'incentivo del governo destinato a tutte quelle aziende che hanno acquistato dispositivi di protezione individuale (Dpi) durante l'emergenza Covid-19 per garantire ai propri dipendenti condizioni di lavoro in sicurezza.

Un disastro totale, l'ennesimo click-day finito nel caos più totale dopo quello del sito Inps. Dei 50 milioni stanziati in favore delle imprese ne Decreto Cura Italia, e la cui gestione era stata affidata ad Invitalia, agenzia del ministero dell'Economia, non sono rimaste che le briciole. Il giorno fissato per cominciare a prenotare i contributi è stato l'11 maggio, a partire dalle ore 9 del mattino. In teoria, ci sarebbe stato tempo per presentare la richiesta di partecipazione al bando fino alla data del 18 maggio ma, già il giorno 11, un secondo dopo l'avvio dell'operazione, i soldi erano finiti. "Dopo appena un minuto dall'apertura dello sportello, avvenuta puntualmente alle ore 9 - fa sapere Invitalia con una nota - erano già state effettuate 59.025mila richieste di prenotazione da parte di 42.753 imprese per un importo di 498.841.142 euro". Con i pochi soldi messi sul piatto, e il numero di richieste effettuate, era prevedibile un altro flop scandoloso. Ormai, è un dato di fatto: il sistema del click-day non funziona.

Tante, troppe le imprese escluse dall'indennizzo. Ad accaparrarsi una esigua parte dell'incentivo sono state solo 3.150 aziende, tutti le altre sono rimaste a secco. Sono molti gli imprenditori delusi dalla ''lotteria dei rimborsi" che ora stanno protestando: solo 2.925 attività sono riuscite a prenotarsi nel primo secondo, altre 225 nella frazione successiva e 205.676 sono state tagliate fuori. Troppo farraginoso il modulo di compilazione dei dati a fronte di tempi stringentissimi. Neanche un robot sarebbe riuscito a prenotarsi in una manciata di secondi.

"Avevamo chiesto solo 500 euro, quando poi ci sono aziende che hanno prenotato 150mila euro - racconta Matteo Segala, proprietario di un albergo a Senigallia, alle pagine de Il Corriere della Sera - Ma per noi quei 500 euro sarebbero stati importanti: abbiamo acquistato mascherine e detergenti in vista della riapertura del 29 maggio. La mia domanda è arrivata alle 9.00.02.500482, insomma ci ho messo poco più di 2 secondi ma non è bastato. Mi fa rabbia che quei contributi pubblci siano gestiti con questo sistem, dove vince il più veloce, magari grazie al server o a dove risiede, e non chi ha più bisogno e merito".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

Trinky

Sab, 23/05/2020 - 10:52

Ma guarda un po', le balle di questo governo continuano, ogni giorno se ne scopre una nuova.....