Francesco Greco contro il Consiglio superiore della Magistratura: "Poco trasparente"

Il procuratore capo di Milano attacca la gestione del massimo organo di autogoverno della magistratura: "Non si sa nulla di quanto avviene all'interno"

Francesco Greco contro il Consiglio superiore della Magistratura: "Poco trasparente"

Ai vertici della magistratura italiana si registra uno scontro durissimo, che viaggia sull'asse Roma-Milano. Parte dal capoluogo lombardo, dove il procuratore capo Francesco Greco lancia un'accusa nettissima contro il Consiglio Superiore della Magistratura, massimo organo di autogoverno delle toghe.

Il siluro è arrivato ieri a margine di un convegno sui 60 anni del Csm al Palazzo di Giustizia di Milano e ha colto tutti in contropiede: "Il problema del Consiglio superiore della magistratura è serio - attacca Greco - Se non vogliamo che il populismo giudiziario decolli, dobbiamo ricominciare dalla trasparenza nella gestione del Csm, non sappiamo più nulla di quello che avviene all'interno".

Trasparenza che, secondo il procuratore capo del capoluogo ambrosiano, è imprescindibile nei rapporti "fra Csm e magistrati, perché se io ho bisogno di un'informazione dal Csm non so a chi rivolgermi se non al consigliere amico, una pratica questa che poi degenera in favori e clientelismo" ma anche nella gestione dei procedimenti disciplinari interni. Trasparenza che deve essere assoluta, al punto da rendere l'amministrazione della giustizia e la magistratura un "palazzo di vetro".

Le parole di Greco però non sono state ben accolte a Roma, dove il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini si è detto "sorpreso e amareggiato" da un attacco inatteso, "tanto più considerando la stima e la fiducia nei confronti del procuratore".

"In questi anni abbiamo investito tanto nella trasparenza - ha replicato difendendo il proprio operato - e non vi è mai stato un livello di conoscibilità e accessibilità alle decisioni del Consiglio, come quello di oggi".