Statue, dipinti, tappeti: le razzie del ricettatore rumeno nelle chiese toscane

I carabinieri di Firenze Oltrarno hanno individuato un cittadino rumeno: sarebbe la "mente" della serie di furti di oggetti di arte sacra verificatisi in chiese di tutta la Toscana nelle ultime settimane

Gli oggetti trafugati dalle chiese toscane rinvenuti nell'abitazione del presunto ricettatore rumeno
Gli oggetti trafugati dalle chiese toscane rinvenuti nell'abitazione del presunto ricettatore rumeno

I furti di oggetti sacri verificatisi nelle ultime due settimane in chiese di tutta la Toscana? Potrebbero essere correlati sulla base di un "mercato nero" di arte sacra ormai ben rodato. È una delle piste che stanno seguendo i carabinieri di Firenze Oltrarno, che pochi giorni fa ne avrebbero individuato la mente in un cittadino rumeno (residente nel capoluogo toscano) successivamente denunciato per ricettazione.

Nel corso di una perquisizione eseguita presso l’abitazione di quest’ultimo infatti, i militari hanno rinvenuto un ingente quantitativo di beni di dubbia provenienza, tra statue, dipinti, tappeti e materiale di varia natura. Tra questi sono stati identificati altri beni ritenuti sottratti dal fermato in alcune chiese fiorentine, mentre il restante materiale è stato sottoposto a sequestro penale. E le indagini avrebbero portato anche all'individuazione di un complice: il sospetto che sembra trovare sempre più conferme è che il presunto ricettatore straniero agisse in sintonia con un'altra persona, che si occupava in prima persona di trafugare i beni poi da rivendere.

L'uomo, che si trova in stato di fermo di indiziato, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nei presi della chiesa di San Felice a Ema ed è stato riconosciuto incrociando le riprese dei furti effettuate dalle telecamere poste nei pressi di altri sei luoghi di culto tra la provincia di Arezzo (Monte San Savino in particolare) e Firenze (nei Comuni di Scandicci e Bagno a Ripoli, oltre che nel capoluogo). Reliquie che sarebbero state poi trasferite nella casa dello straniero originario della Romania. E quest'ultimo ne avrebbe già vendute alcune ad una terza persona, di professione rigattiere, anch'egli denunciato. Non è però escluso che l'inchiesta possa allargarsi, visto che altri atti predatori in chiesa sono stati segnalati anche nel grossetano.

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