G8, Bertolaso e Borrelli assolti dalla Corte dei Conti: "Nessun danno erariale"

Secondo la sentenza Bertolaso e Borrelli agirono in modo legittimo. La vicenda era legata allo spostamento del G8 dalla Maddalena all'Aquila deciso dopo il terremoto che aveva colpito l’Abruzzo nel 2009

G8, Bertolaso e Borrelli assolti dalla Corte dei Conti: "Nessun danno erariale"

Nessun danno provocato alle finanze dello Stato. E così, dopo oltre 8 anni di calvario, Guido Bertolaso, oggi consulente per il piano vaccini per la Lombardia, e Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale fino a poche settimane fa prima dell’avvento di Fabrizio Curcio, sono stati assolti dall’accusa di danno erariale dalla sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti in merito allo spostamento del G8, il vertice dei Grandi capi di Stato e governo, dalla Maddalena all'Aquila. La decisione fu presa dopo il devastante terremoto che ha colpito l'Abruzzo nel 2009. La sentenza arriva a circa 8 anni di distanza dalla citazione della Procura regionale della Corte dei Conti per fatti risalenti a 12 anni fa. La Corte, presieduta da Antonio Ciaramella, ha liquidato 7mila euro a testa per le spese di difesa. "Fa sorridere, ma di certo è simbolico", ha affermato ancora Bertolaso che all’epoca dei fatti contestati era capo della Protezione civile nazionale mentre Borrelli era un suo collaboratore.

L’assoluzione è arrivata il 31 marzo ma ha avuto scarsissima eco. A portarla alla ribalta ci ha pensato il Messaggero che, ricordando le varie fasi della vicenda, ha sottolineato le lungaggini del procedimento finito in nulla a carico di Bertolaso. Come ha sottolineato il quotidiano, questo procedimento faceva parte della più ampia indagine contabile sui Grandi eventi gestiti dalla Protezione civile che è andato in parallelo con quella penale da cui, però, Bertolaso era già stato assolto perché il fatto non sussiste. Il tutto a fronte delle condanne in primo grado a 6 anni e 6 mesi di carcere per l'ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci e per l'imprenditore Diego Anemone.

La vicenda ruota attorno alla concessione alla società Mita Resort Srl, unica società a partecipare al bando di gara, del complesso di aree demaniali sull'isola della Maddalena, compreso lo specchio d'acqua ad esse prospiciente, dove nel 2009 era previsto che si svolgesse il vertice internazionale del G8. All'origine del caso un affidamento trentennale per gestire ricettività alberghiera, porto turistico, ex Arsenale ed ex ospedale militare. La Mita avrebbe dovuto sborsare 41 milioni come una tantum e poi pagare un canone di 60mila euro annui.

Tutto, però, cambia la notte tra il 5 ed il 6 aprile di quell’anno, quando l’Abruzzo è colpito da un forte terremoto. Il 23 di quello stesso mese il Consiglio dei ministri, presieduto dall'allora premier Silvio Berlusconi, decide di spostare il vertice nelle aree colpite dal sisma. Un modo simbolico per dimostrare che l’Italia è sì ferita ma è pronta a rialzarsi e per tentare di attirare la solidarietà del mondo sulla ricostruzione. Ovviamente il cambio di sede del G8 ha riflessi anche sui rapporti con Mita Resort Srl: a seguito dello spostamento si concordano 40 anni di concessione a fronte di 31 milioni di euro versati una tantum invece dei 41 previsti inizialmente.

A quel punto interviene la Corte dei Conti che ipotizza due danni erariali. Il primo derivante, dal ribasso mentre il secondo in capo al solo Bertolaso, dalla mancata redditività degli investimenti effettuati nell'aggiudicazione del complesso dell'ex Arsenale stimata in oltre 16 milioni di euro. Oggi, infine, con la caduta delle accuse è terminata la vicenda che ha coinvolti Bertolaso e Borrelli. La Mita, con la transazione, ha ricevuto 21 milioni di euro per le spese sostenute mentre la Regione Sardegna è tornata in possesso del compendio.

"Anche questa vicenda giudiziaria, come le altre che mi hanno riguardato e che si sono concluse nello stesso identico modo, non doveva neppure iniziare. Non solo non vi è stato alcun danno all'Erario, ma è emerso in tutta evidenza come avessi voluto tutelare il bene comune e sia stato legittimo e conforme agli interessi dello Stato al punto tale che la Corte ha voluto riconoscermi un indennizzo economico per gli otto anni di gogna mediatica", è stato il commento di Bertolaso dopo aver appreso la sentenza.

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